Furto di account Whatsapp per chiedere soldi. Diversi casi anche a Como, l’allarme della polizia

Sono diversi i casi segnalati anche a Como di una nuova e pericolosa truffa, che sfrutta il furto di account whatsapp per chiedere soldi ai contatti della vittima. A lanciare l’allarme è la polizia postale, che nelle ultime settimane ha ricevuto segnalazioni in crescita in tutta la Lombardia. I malviventi riescono a impossessarsi degli account attraverso i cosiddetti attacchi zero-click, che sfruttano falle di sicurezza sui dispositivi Apple con sistema iOS o applicazione whatsapp non aggiornati. In questo modo l’accesso avviene senza che la vittima debba cliccare su alcun link o compiere azioni sospette.


Una volta preso il controllo del profilo, i truffatori si fingono la persona reale e scrivono ai suoi contatti simulando un’emergenza, una spesa improvvisa o un problema con la banca. Il tono usato punta a mettere fretta a chi riceve il messaggio, per non lasciargli il tempo di verificare con calma la reale identità di chi sta scrivendo. Proprio per questo la polizia postale consiglia, al primo dubbio, di interrompere la conversazione sulla chat e chiamare direttamente al telefono la persona con cui si crede di essere in contatto.


Il rischio riguarda anche i link che rimandano a pagine esterne a whatsapp, spesso costruiti apposta per raccogliere dati personali e codici di verifica e prendere così il controllo dell’account. Diventa dunque utile controllare ogni tanto la sezione dispositivi collegati dell’applicazione, dove si possono vedere le sessioni attive e disconnettere quelle non riconosciute. Utile anche attivare la verifica in due passaggi e proteggere lo smartphone con codice, impronta digitale o riconoscimento del volto.


Se l’account risulta già compromesso, la polizia postale invita ad avvisare subito i propri contatti, per evitare che rispondano a richieste di denaro non autentiche, e ad avviare la procedura di recupero prevista da whatsapp. Un’attenzione che riguarda anche chi vive nel Canton Ticino, dove le segnalazioni di episodi simili sono in aumento, e che si basa su un punto su cui insistono gli investigatori: nessun codice di verifica, pin o password va comunicato a nessuno, nemmeno a chi si presenta come un familiare o un amico in difficoltà.