Spazio Gloria chiuso per ordine del Comune di Como. Il cineteatro di via Varesina, gestito dal circolo Arci Xanadù, da ieri ha dovuto sospendere tutte le attività perché manca della certificazione antincendio. Il caso è nato a seguito della richiesta di un servizio di sorveglianza ai Vigili del Fuoco in vista di una manifestazione a calendario per venerdì 16 ottobre. Accertata l’assenza del certificato, giovedì scorso i Vigili del Fuoco hanno inviato la segnalazione a Palazzo Cernezzi. La risposta del Comune è stata immediata: il dirigente Giovanni Fazio ha firmato l’ordinanza che impone lo stop d’urgenza alle attività della sala ma che concede al circolo 60 giorni per presentare tutti i documenti e dimostrare di essere in regola. Se le carte non dovessero arrivare in tempo, però il lo Spazio Gloria, ormai vicino ai 20 anni di attività, rischierebbe la chiusura definitiva.
Il circolo non contesta la decisione, ma precisa che i lavori di adeguamento sono già stati completati. Secondo il presidente Vincenzo D’Antuono manca soltanto la parte burocratica, cioè le certificazioni che il tecnico dell’associazione dovrà ora raccogliere. Spettava dunque al circolo presentare i documenti, e il Comune, riconosce D’Antuono, ha fatto il proprio mestiere ma per noi è un colpo durissimo». Secondo l’associazione,, sarebbe stato meglio confrontarsi prima di arrivare alla chiusura, visto che i lavori sono finiti e mancano soltanto le carte. Per raccoglierle tutte, spiega il presidente, serviranno circa 2 mesi, quindi giusto dentro il limite stabilito dal comune.
Le conseguenze, intanto, sono immediate. Si fermano le proiezioni, i tradizionali lunedì del cinema, i concerti e gli incontri, e sul sito le prevendite degli spettacoli sono bloccate. Il circolo, ha fatto sapere D’antuono, sta provando a spostare alcuni appuntamenti al Cinema Nuovo di Rebbio tra cui la serata di letture sulla Palestina in programma dgiovedì 15 ottobre. Lo stop arriva in un momento in cui la sala richiama tanto pubblico e tanti ospiti, ma le spese fisse restano, dall’affitto agli stipendi del personale. Per un’associazione che vive giorno per giorno, spiega D’Antuono, anche un paio di mesi di chiusura pesano.
In città il caso ricorda quanto accaduto al Teatro Nuovo di Rebbio, di proprietà della parrocchia guidata da don Giusto Della Valle. All’inizio del 2025 anche il Nuovo era stato chiuso dal Comune per la mancanza della certificazione antincendio, dopo un controllo della polizia locale durante un concerto. La parrocchia aveva fatto ricorso al Tar della Lombardia, che però aveva dato ragione a Palazzo Cernezzi. Da lì era partita una raccolta fondi che in poche settimane aveva coinvolto cittadini e associazioni, e il teatro ha potuto riaprire lo scorso aprile, dopo oltre 1 anno di stop.


