È partito lo sciopero di 24 ore dei taxi. A Como nuovi disagi per lo stop che coinvolge il servizio pubblico, con lunghe code di taxi fuori servizio fermi davanti a piazza Perretta, in pieno centro città.

Taxi, al via lo sciopero nazionale
Uno sciopero nazionale per difendere – come si legge nel comunicato diffuso dagli stessi tassisti – un servizio che oggi “è messo in discussione dall’ingresso aggressivo di multinazionali private, che puntano a sostituire un servizio pubblico con piattaforme guidate da algoritmi e logiche di profitto”.
La posizione dei tassisti è chiara: “Quando comandano gli algoritmi – si legge – si prezzi salgono”. “Le piattaforme private applicano tariffe variabili – spiegano ancora – E spesso sono molto più alte nei momenti di necessità: pioggia, scioperi, eventi, urgenze. Non è un modello costruito per il cittadino, ma per massimizzare i profitti”.
“Se le multinazionali prendono il controllo del settore, i prezzi tendono a crescere, i profitti finiscono all’estero, non sul territorio”, dichiarano i tassisti. E ancora: “Si perde un servizio garantito, sostituito da un mercato speculativo”. Inoltre, “si apre la porta ad abusi e sfruttamento nel lavoro”.
L’appello dei tassisti
Chiaro l’appello dei tassisti, che chiedono allo Stato il completamento della legge 12/2019 contro l’abusivismo, norme che regolino le piattaforme tecnologiche, evitando lo strapotere degli algoritmi, la tutela del servizio pubblico taxi.

Chiare anche le motivazioni dello sciopero. “Scioperiamo per te, non contro di te”, si legge nel comunicato diffuso a Como dai tassisti. Lo sciopero nazionale di martedì 13 gennaio è motivato dalla volontà di “difendere un servizio pubblico, sicuro, trasparente ed equo che appartiene alla città, non a società che operano nei paradisi fiscali”. “Dietro a ogni taxi – sottolineano ancora i lavoratori del settore – c’è una famiglia, un lavoratore che ogni giorno serve la città, non un fondo d’investimento“.






