Settemila migranti respinti alla frontiera con la Svizzera solo tra luglio e agosto e, di questi, 600 minori. Sono decisamente imponenti i numeri emersi stamane nella conferenza stampa convocata da Amnesty International a Chiasso, in collaborazione con le associazioni Asgi e Firdaus.
Oltre alle contestazioni mosse alle Guardie di Confine svizzere per i respingimenti collettivi che violerebbero il diritto internazionale e all’appello affinché sia la segreteria di Stato dalla migrazione a decidere sugli ingressi in Ticino, le associazioni hanno diffuso anche i numeri dei minori rimandati in Italia finora: si tratta di 454 giovani, alcuni anche respinti al confine anche più volte e per oltre il 50% dei casi nati nel 2000, dunque sedicenni. Chiesta inoltre la sospensione delle procedure di riammissione semplificata in Italia, per il cui scopo è però appena stato inaugurato il centro unico a Rancate, vicino Mendrisio.

A Como, intanto, oggi – attorno alle 14.30 – sono arrivati altri prefabbricati nell’area ex Rizzo di via Regina. Dopo quelli attrezzati con i bagni è stato il turno dei moduli abitabili veri e propri. L’allestimento del campo, nonostante i malumori dei residenti, prosegue a ritmo serrato ed entro una decina di giorni al massimo potrebbe essere tutto pronto per l’ingresso dei migranti ora accampati alla stazione. In 300 troveranno accoglienza nei 50 prefabbricati previsti.
Contro il centro si è scagliata ancora una volta la Lega Nord con il deputato Nicola Molteni: “E’ inaccettabile e ingiusto che famiglie e cittadini si troveranno una favelas con oltre 300 falsi profughi davanti la propria abitazione”.



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