Coronavirus e sindrome di Kawasaki nei bambini, parla il primario di pediatria del Sant’Anna

Nessun caso accertato fino ad ora nei presidi dell’Asst Lariana ma non si sottovaluta nulla. Sotto i riflettori il possibile legame tra coronavirus e la sindrome di Kawasaki nei bambini. In queste ore l’attenzione della comunità scientifica, ma anche di molte famiglie, è rivolta a quanto emerso a Bergamo, dopo che all’ospedale Papa Giovanni XXIII in un mese il numero di bambini colpiti da questa sindrome, si tratta di un’infiammazione dei vasi sanguigni e riguarda i piccoli fino agli 8/9 anni, è stato pari al totale di quelli visti nei tre anni precedenti. E’ stata dunque avviata una fase di monitoraggio che vede in prima linea i pediatri italiani ai quali è stata inviata una lettera d’allerta in cui si raccomanda particolare attenzione ai sintomi descritti che per questa malattia sono febbre alta, congiuntivite, arrossamento delle labbra e della mucosa orale, eruzioni cutanee.

Le informazioni relative a questo periodo si stanno valutando con attenzione nel mondo pediatrico. La sindrome di Kawasaki nella forma più grave può portare a delle complicanze cardiache. E’ importante dunque che la diagnosi sia fatta in modo tempestivo per attivare subito la terapia prevista.

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