“Se non ci saranno le condizioni la manifestazione non dovrà essere fatta”. Non ha dubbi Gianluigi Spata, presidente dell’Ordine dei medici di Como, pensando ai classici eventi di Natale e immaginandoli in un periodo segnato dall’emergenza sanitaria. “Purtroppo, per quanto tutti lo speriamo è difficile immaginare che a dicembre si potranno fare eventi di massa – dice Spata – Dovremo convivere con il virus fino al vaccino e stare attenti, è fuori da ogni dubbio. Non possiamo immaginare piazza Duomo gremita in pieno Covid, non sarebbe possibile. Si dovrà necessariamente – conclude -fare un passo indietro se non ci saranno le condizioni”.
Nono solo la politica anche il mondo sanitario esprime forti perplessità rispetto alla possibilità di realizzare la prossima manifestazione natalizia a Como che – è noto – attira moltissimi visitatori e per il quale il comune è già all’opera. Nei giorni scorsi sono stati pubblicati gli atti preparatori della gara di concessione.
Carte che hanno – come detto – agitato e non poco le acque della politica cittadina. Dopo l’ex assessore ai Servizi sociali, Bruno Magatti, interviene anche Alessandro Rapinese, consigliere comunale e capogruppo della lista che porta il suo nome.
«Ancora una volta il bando degli eventi natalizi è stato formulato nell’interesse di chi si aggiudicherà la gara e non dei cittadini comaschi» ha detto.
In particolare, l’attacco di Rapinese è concentrato sulla clausola che riserva la partecipazione alla gara a chi, nei tre anni precedenti, abbia gestito almeno due volte manifestazioni «analoghe» della durata di 40 giorni e del valore superiore al milione di euro. «L’impressione – dice il consigliere comunale di opposizione – è che si voglia dare continuità a chi in passato ha già organizzato l’evento. Di certo questa clausola non sembra voler favorire la concorrenza. Quando si fa un bando si dovrebbe volere la vittoria del migliore».



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