“Siamo alla vigilia di un provvedimento del governo tutto in chiave repressiva. Non basta inasprire le pene”. A dirlo è Chiara Braga, capogruppo del Pd alla Camera. Baby gang e sicurezza: due temi che vanno sempre più di pari passo. Giovani con i coltelli, sfoggiati (e usati) come fossero uno scettro di potere. E una destra che punta su interventi soprattutto repressivi, almeno secondo il Partito Democratico, che – in occasione del convegno organizzato questa mattina a Villa Gallia – ha fatto il punto su giustizia e sicurezza, alla presenza di alcuni esponenti nazionali e dei dem comaschi.
Per il Pd serve un approccio diverso: è quanto emerso in occasione dell’evento “Giustizia e sicurezza, una reazione al disegno della destra”. Un approccio non repressivo, appunto, ma educativo, prima di tutto. Serve rispetto e affrontare il disagio giovanile a partire dalle scuole. Non solo: servirebbe rafforzare le forze di polizia sul territorio e dare maggiori poteri ai sindaci. Un fenomeno, quello delle baby gang, che i dem definiscono “preoccupante”, ma che “va gestito”. Di fronte alla stretta della destra, i dem replicano e chiedono maggiori controlli del territorio, migliori politiche di integrazione e di prevenzione. Insomma, non basta inasprire le pene: servirebbe, in primis, più educazione.
Presenti all’incontro anche il consigliere regionale Angelo Orsenigo, oltre a Giuseppe Battarino, Alfredo Bazoli e Franco Moretti, insieme a Carla Gaiani e Alfredo Bazoli.
Giustizia e sicurezza, le parole di Braga e Bazoli
“Le forze di polizia devono essere messe nelle condizioni di lavorare in sicurezza”, sottolinea ancora la dem comasca Chiara Braga. “Serve assumere personale: siamo in carenza di 12mila organici“, ha ricordato. E ancora: “Non c’è una presenza capillare e non si investe in nessun modo sulla prevenzione, soprattutto di fronte a condizioni di disagio e marginalità sociale. Serve un investimento sulla sicurezza dei territori al fianco dei sindaci e maggiori interventi finalizzati a prevenire il disagio giovanile“.
Per la capogruppo del Pd alla Camera “serve puntare sull’educazione e sul rispetto: se pensiamo di affrontare il tema della sicurezza soltanto inasprendo le pene e portando le persone in carcere, non risolveremo il problema, ma alimenteremo una situazione di insicurezza e di paura“.
Sulla stessa linea il senatore dem Bazoli, capogruppo Pd Commissione Giustizia: “Oggi il Governo sta preparando un nuovo pacchetto sicurezza, perché evidentemente quello di due anni fa ha fallito. Non è con introduzione di nuovi reati o l’innalzamento della pena che si risolve un tema così delicato. Serve prevenzione, un presidio del territorio e una capacità di intelligence che evidentemente il Governo non ha messo in campo. Lo dimostra il fatto che nessun cittadino oggi possa dirsi più sicuro di tre anni e mezzo fa, quando la destra è andata al Governo”.
Per l’esponente dem bresciano “la ricetta della destra è sbagliata: può arrivare alla pancia delle persone, ma non risolve i problemi. Serve maggiore controllo del territorio, ma anche prevenzione, politiche di educazione e integrazione. Se ci si limita a inasprire le pene, la sicurezza percepita e reale non farà passi in avanti”.
E a proposito delle cosiddette baby gang commenta: “Sono le seconde e terze generazioni che cercano una loro identità, a volte – purtroppo – persino con la violenza. Anche il Partito Democratico ha fatto una proposta di legge per limitare la commercializzazione e l’uso delle armi da taglio. Ma non bastano pene più severe come vuole la destra – conclude Bazoli – per risolvere il problema, non basta sbattere tutti in galera”.

Il convegno del Partito Democratico a Villa Gallia
Gaiani: “Ottima partecipazione”
“Abbiamo parlato di giustizia e sicurezza, in una Villa Gallia piena e partecipe. Un segnale forte: il segno che i temi di cui parliamo non sono questioni per addetti ai lavori, ma riguardano la vita democratica del nostro Paese e il futuro dei diritti di ciascuno di noi”. Esordisce così Carla Gaiani, segretaria provinciale Pd Como, che poi ha sottolineato: “Abbiamo anche discusso di sicurezza, contrastando una concezione della destra tutta giocata su repressione e propaganda. Una linea che non affronta le vere cause dell’insicurezza: disuguaglianze, marginalità, carenza di servizi e di forze dell’ordine, abbandono dei territori, condizioni delle carceri“.
Chiara la posizione del partito: “Crediamo in un’altra idea di sicurezza, quella che si costruisce non solo con la forza ma con anche la prevenzione, con politiche sociali, con servizi pubblici, legalità e diritti, non con scorciatoie autoritarie. Così si comprimono diritti e garanzie, alimentando paura, senza rendere l’Italia né più giusta né più sicura”.





