“Spenti i riflettori, resta una realtà amara: c’è un contrasto stridente tra la celebrazione dei valori olimpici e lo stato di salute dello sport in città”: a intervenire dopo i giorni di festa per il passaggio della fiamma olimpica sul Lario, sono Daniele Valsecchi e Francesco Finizio, rispettivamente segretario cittadino e referente per lo sport del Pd di Como.
In una lunga nota, gli esponenti dem del capoluogo elencano tutte quelle che considerano le carenze e i ritardi nella gestione dell’attuale amministrazione, a partire dal mancato ascolto delle esigenze delle associazioni sportive comasche, che non ricevono contributi dal Comune e che non avrebbero spazi per fare sport. Situazione che costringerebbe gli atleti a “espatriare”, andando spesso nella vicina Svizzera per allenarsi.
E poi i progetti annunciati e non ancora realizzati, a partire dalla piscina olimpionica a Muggiò. Secondo quanto annunciato dal sindaco Alessandro Rapinese nei mesi scorsi, i lavori per la rinascita del quartiere dello sport dovrebbero iniziare in concomitanza con la scadenza del suo mandato, e quindi a giugno 2027. “La piscina resta un miraggio: – dichiarano Valsecchi e Finizio – promessa in campagna elettorale con tempi record (i famosi “3-6 mesi”), oggi la piscina resta incompiuta, costringendo ad andare fuori città. Al suo posto, c’è una piazza ancora prigioniera di detriti, degrado e senso di insicurezza. E ancora, la piscina di via del Dos, utilizzata anche da molte persone con disabilità, continua a restare chiusa e non si vede la luce in fondo al tunnel”.
Gli esponenti dem citano infine quello che definiscono “lo stallo preoccupante del bando per la palestra di via Giulini e le criticità esistenti in via Giussani, l’illegittimo affidamento dei lavori per il nuovo centro sportivo che doveva sorgere sull’attuale campo di rugby e, infine, la scelta insensata di chiudere la scuola Corridoni con il rischio concreto di dare il colpo di grazia a quelle associazioni sportive che lì trovavano casa”.
“La speranza è che lo “spirito olimpico” non resti solo una sfilata colorata, ma raggiunga finalmente Palazzo Cernezzi. – concludono Valsecchi e Finizio – Chiediamo al sindaco di ascoltare davvero tutte le associazioni del territorio. Servono risposte concrete e tempi certi perché le associazioni hanno bisogno di poter programmare la loro attività. È ora che la città torni a correre, non solo per una fiaccola, ma per il futuro dei suoi giovani”.
Il sindaco di Como, contattato telefonicamente, non ha voluto replicare.






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