Fronte comune contro il sindaco di Como, Alessandro Rapinese. Ciliegi e peri sono riusciti a unire la politica comasca, dal Partito Democratico a Forza Italia, passando per Azione, Verdi e Fratelli d’Italia, senza dimenticare associazioni e comitati. Al Tempio Voltiano entra nel vivo il secondo round sui ciliegi di Como.
Ciliegi dei Giardini a Lago, oggi la manifestazione davanti al Tempio Voltiano
Dopo i filari di via XX Settembre, vincolati dalla Soprintendenza e con l’udienza nel merito fissata per il 19 giugno, è il turno dei Giardini a Lago. L’ormai famoso cannocchiale visivo che dal Tempio Voltiano si estendeva fino a viale Cavallotti rischia di diventare soltanto un lontano ricordo. Per questo politici e cittadini si sono ritrovati, di nuovo, per protestare contro il Comune di Como, partecipando al presidio organizzato dall’associazione Nova Como, con il presidente Vincenzo Falanga in prima fila. Con lui anche la vicepresidente Teresa Minniti.

Ricapitolando: dopo l’abbattimento dei ciliegi ai Giardini a Lago, tagliati lo scorso autunno perché ammalorati, le famose piante dai fiori rosa potrebbero essere sostitute con dei peri. Insomma, la storia si conosce già e gli alberi sono gli stessi, semplicemente a un paio di chilometri di distanza.
“Il taglio era autorizzato e la sostituzione dei ciliegi con i peri è stata poi chiesta dall’agronomo, che ha ben motivato le ragioni della sua proposta”, ha precisato il sindaco Rapinese. Inoltre, ha ricordato il primo cittadino, “a volere il taglio dei ciliegi del cannocchiale del Tempio Voltiano era stato il centrodestra. Solo con Rapinese al governo – aggiunge – si è previsto di procedere con la loro integrazione“. Nessuna vendetta, insomma, ma Rapinese resta fermo sui suoi passi. Resta da capire come si esprimerà la Soprintendenza, la cui decisione sarà determinante per il futuro dei Giardini a Lago.
L’intervento di Nova Como e dei consiglieri regionali
“Non si governa la città accusando chi c’era prima per assolvere le scelte di chi c’è oggi. Non voglio pensare che la città non abbia una guida e che siano agronomi e tecnici a prendere scelte che riguardano il nostro territorio. Vogliamo augurarci non sia una ripicca dopo la sconfitta clamorosa di via XX Settembre. Vogliamo vengano ripiantati i ciliegi in questo spazio iconico”. A ribadirlo è Teresa Minniti, vicepresidente dell’associazione Nova Como e da sempre in campo in difesa dei ciliegi di Como.
Alle sue parole fanno eco quelle del consigliere regionale di Forza Italia, Sergio Gaddi, che dopo l’ennesimo botta e risposta con il sindaco Rapinese parla di “scempio Voltiano” e dichiara: “Tutti contro una scelta insensata, non si può deturpare la bellezza della città. I ciliegi sono un fatto oggettivamente sublime, apprezzato da tutti. Non c’è nessuna logica che possa giustificare la sostituzione di ciliegi con peri”. Parla di “continue ripicche, vendette e ostacoli” da parte dell’amministrazione Rapinese. “Non si capisce il senso della decisione se non disturbare i cittadini e la bellezza della città. Basta scaricare sull’agronomo, non fa più ridere. La bellezza va rispettata e mantenuta”, ribadisce.
Alla manifestazione organizzata davanti al Tempio Voltiano c’era anche Angelo Orsenigo, consigliere democratico del Partito Democratico, che ha lanciato un appello al primo cittadino comasco: “Chiediamo al sindaco di uscire e prendere contatto con la realtà. C’è un problema di comunicazione e di assunzione delle responsabilità da parte del sindaco, che dà colpe a tutti tranne a sé stesso. Non ascolta i cittadini e non prende decisioni per il bene della città”.

I ciliegi di Como mettono d’accordo tutti: centrodestra e centrosinistra insieme contro Rapinese
A difendere i ciliegi dei Giardini a Lago c’erano tutti: dal segretario cittadino di Forza Italia, Davide Gervasoni, ai consiglieri comunali del Pd Stefano Legnani e Patrizia Lissi. C’era Lorenzo Pedretti, segretario provinciale di Azione, e anche Giorgia Merlini, referente del comitato nato in difesa dei ciliegi di via XX Settembre. Se per Pedretti “i tecnici si limitano a dare pareri, spetta poi all’amministrazione scegliere” e “la giunta guidata dal sindaco Rapinese dovrebbe assumersi le sue responsabilità”, per Merlini quanto sta accadendo ai Giardini a Lago “dimostra ancora una volta che il primo cittadino non è interessato a ciò che per i comaschi è davvero importante“.
Non sono mancati gli esponenti comaschi di Fratelli d’Italia, Stefano Molinari e Alessandro Nardone, rispettivamente presidente provinciale e coordinatore cittadino. “Rapinese si sta abituando a perdere. Tra un annetto lo manderemo a casa“, commenta Molinari riferendosi alle elezioni comunali del 2027. Per Nardone “se i cittadini chiedessero al sindaco di piantare i peri, lui metterebbe i ciliegi. Spero lo sfiori un barlume di ragione”.
Presente anche Elisabetta Patelli, coportavoce Europa Verde Lombardia, che parla di “una visione obsoleta e miope che stravolge l’identità di un luogo storico: gli alberi vengono percepiti come elementi che interferiscono con nuovi volumi edilizi e nuovo cemento. La sostituzione dei ciliegi con i peri – aggiunge – è un colpo di mano”. “Eppure – conclude Patelli – nel 2026 il verde urbano dovrebbe essere considerato un’infrastruttura ecologica e sociale strategica”. Per l’esponente comasca di Europa Verde “gli alberi garantiscono ombra, riduzione delle isole di calore, assorbimento degli inquinanti, regolazione delle acque meteoriche e qualità dello spazio pubblico. Sono anche memoria storica dei luoghi e parte integrante del paesaggio urbano”.





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