Salva la bretella di Camerlata, il Comune di Como non dovrà smantellare la strada

La bretella di Camerlata non dovrà essere smantellata e continuerà ad essere una strada pubblica. Il Consiglio di Stato ha accolto le ragioni espresse in un ricorso dal Comune di Como. Palazzo Cernezzi non dovrà restituire al privato il terreno occupato nel 2008 e utilizzato per la realizzazione della tangenzialina che comprende la rotatoria tra il viadotto dei Lavatoi, via Tentorio e via del Lavoro e porta in direzione di Muggiò e Albate.
La sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata il 10 marzo scorso, mette fine a una contesa la cui origine risale a quasi 20 anni fa, quando il Comune di Como ha occupato un’area privata di circa 500 metri per realizzare un tratto della Circonvallazione di Camerlata, motivando con ragioni di pubblica utilità l’utilizzo del terreno. Nel 2016 un ricorso al Tar dei proprietari ha dato il via a un lungo braccio di ferro. Contestate ben tre amministrazioni, quelle guidate rispettivamente da Stefano Bruni, Mario Lucini e Mario Landriscina, che non avrebbero completato come previsto dalle norme la procedura di esproprio.
Il Tar, accogliendo il ricorso del privato aveva ordinato al Comune di Como di smantellare la bretella e di fatto restituire il terreno ai privati, decisione impugnata da Palazzo Cernezzi, con l’attuale sindaco Alessandro Rapinese. L’ordine di chiudere di fatto la strada era stato prima sospeso e ora, sembra definitivamente, bloccato.
Esulta il primo cittadino. “Dal 2008 in poi, tre sindaci hanno fatto male l’esproprio e non hanno completato la procedura – dice Alessandro Rapinese – Il 29 luglio 2022, pochi giorni dopo la mia elezione mi sono trovato a dover gestire una situazione di emergenza e ora finalmente la questione è stata sistemata una volta per tutte”.