Ciliegi di via XX Settembre, a Como spunta un nuovo giallo su presunte firme irregolari. A stretto giro la replica del sindaco Alessandro Rapinese.
Ciliegi di Como e giallo sulle firme, la replica del sindaco
“Sorprende che il comitato che ha festeggiato per l’esito del ricorso al Tar si dissoci dallo stesso ricorso. Sorprende ancora di più che il comitato che parlava di valenze connesse alla guerra dei ciliegi, piantati – dicevano – per volontà della popolazione comasca come simbolo di rinascita dalla guerra, non sapesse che i filari risalgono al 1957 e che il sindaco di allora, Lino Gelpi, non sapesse nulla di quello che è stato posticciamente inventato solo per condurre una battaglia politica“.
“Detto questo – aggiunge Rapinese – il ricorso contro di noi lo ha fatto il comitato. Noi abbiamo solo difeso un provvedimento che riteniamo legittimo e se dovessimo dimostrare che i motivi addotti dalla Soprintendenza fossero privi di fondamento, come sembrerebbe, avremo finalmente stabilito la verità dei fatti“.
“Una cosa è certa – conclude il sindaco – La giunta Rapinese non ha mai mentito e mai fatto pressioni su un ente autonomo come la Soprintendenza. La parola ora passa ai giudici”.
Forgione: “Presto una denuncia per diffamazione”
Proprio pochi istanti fa è arrivata anche la replica dell’avvocato Maria Cristina Forgione: “E’ una camera di consiglio che ho chiesto io personalmente rispetto a un chiarimento su una sottoscrizione”, ha spiegato in merito all’incontro di domani davanti al Tar.
“Domani – aggiunge – partirà una denuncia per diffamazione rispetto a illazioni del sindaco. Ho un mandato ampiamente confermato e limpido. Le cause si vincono con i fatti non con le illazioni”.
Ciliegi di via XX Settembre simbolo di rinascita: “Ma sono stati piantati nel 1957”
E a proposito dell’anno in cui i ciliegi sono stati piantati, il comitato parla di “insensato accanimento contro i suoi cittadini” e si chiedono: “Anche se il filare fosse stato collocato nel 1957 e non nel 1947 e i nostri alberi avessero 70 anni e non 80, cosa cambierebbe? E perché continuare a raccontare menzogne, come quella che il comitato avrebbe sostenuto che i filari sono stati piantati prima della guerra?”.
Insomma, il futuro dei ciliegi resta tutto da scrivere. Da un lato il Comune non arretra, dall’altro il comitato difende la bellezza della piante.



