La Diocesi di Como accoglie le monache di clausura: il trasferimento da Pinerolo a Solbiate

monache a Solbiate

La Diocesi di Como accoglie una nuova comunità dell’Ordine contemplativo delle monache della Visitazione a Solbiate con Cagno. Appuntamento sabato alle 10, con la Santa Messa celebrata dal vescovo di Como, il cardinale Oscar Cantoni, nella chiesa parrocchiale di Sant’Alessandro, a Solbiate. Seguirà una processione verso la nuova sede del monastero.

Le otto religiose, provenienti da Pinerolo, porteranno con sé la ricchezza della loro esperienza spirituale, fondata su umiltà, dolcezza e carità. La scelta del trasferimento nasce dall’esigenza di individuare una struttura più adatta alle dimensioni attuali della comunità. La sede precedente era certamente una realtà storica (fondata nel XVII secolo), ma risultava ormai troppo grande e complessa da gestire rispetto al numero delle religiose.

Avvertiamo con gioia l’arrivo di alcune sorelle visitandine – commenta il cardinale Cantoni – che si uniscono a quelle già presenti a Como in via Briantea. I doni di Dio sono sempre gratuiti – aggiunge il vescovo – questa è un’occasione favorevole che ci allieta e che ci impegna ad apprezzare l’insegnamento di Francesco di Sales, reso concreto dalla loro mite e dolce presenza”.

A sottolineare l’importanza dell’arrivo delle monache è anche il parroco don Cesare Bianchi, che parla di “una grande ricchezza spirituale”. “Riprendendo le parole di Papa Leone XIV – ricorda don Cesare – la clausura non è isolamento né fuga dal mondo, ma apertura: un modo per testimoniare la fede in un mondo spesso chiuso in sé stesso. Una presenza silenziosa, necessaria in un mondo frenetico e turbolento”.

“Ad accompagnarci è un profondo senso di gratitudine: a Dio, che guida e orienta i nostri passi, e a tutti coloro che ci stanno sostenendo in questi giorni. Esprimiamo riconoscenza e affetto alla Diocesi di Como”, commenta madre Maria Federica, che aggiunge: “Ci sentiamo già parte di questa Chiesa e desideriamo vivere pienamente la nostra vocazione. Vorremmo essere come sale e lievito: nel nascondimento danno sapore e fanno crescere la massa”.