Sette attraversamenti pedonali sul Lungolago di Como, tra Sant’Agostino e via Cavallotti, contribuiscono a rallentare il traffico e creare code, con le auto costrette a fermarsi di continuo, soprattutto nei periodi di maggior afflusso turistico. Il problema, già sollevato nei giorni scorsi dal sindaco di Torno Rino Malacrida e dal consigliere dello stesso Comune Mario Lavorgna in relazione a quello che subiscono gli automobilisti che dalla Lariana si spostano verso il centro di Como, è stato rilanciato ieri da un cittadino durante la puntata di Etg+Sindaco in diretta su Etv.
Per Malacrida e Lavorgna, basterebbe ridurre il numero degli attraversamenti pedonali sul lungolago di Como e affiancarli a semafori a chiamata, così da regolare il flusso di pedoni ed evitare che le auto dirette a Como restino bloccate.
La risposta del sindaco Alessandro Rapinese, però, lascia poco spazio a possibili soluzioni migliorative.
“Abbiamo visto sulla Regina cosa è successo quando hanno messo i semafori, li hanno tolti immediatamente perché si erano create delle code infinite – ha sottolineato Rapinese – Il pedone, se non trova le strisce in una zona così turistica come può essere il Lungolago Trento e Trieste, va a finire che attraversa in strada in qualsiasi punto. Se un tratto troppo lungo resta senza attraversamento, per il codice della strada il pedone è autorizzato a passare. E tutto calcolato sulla base del codice e non si possono togliere attraversamenti. Capisco che sia un disagio, – ha proseguito il sindaco – però dall’altra parte, sulla Regina, non ci sono strisce pedonali e c’è lo stesso il caos. Stanno spendendo centinaia di milioni per realizzare un tunnel che è l’unica cosa che potrebbe risolvere il problema. Como oggi seduce un sacco di gente – ha concluso Rapinese – Non si può pensare che con l’aumento drastico del flusso di persone non ci siano conseguenze”.


