Donald Trump si scaglia contro il Papa e i vescovi italiani – e con loro dunque anche il cardinale comasco Oscar Cantoni – chiedono rispetto per la sua persona e il suo ministero.
Il presidente degli Stati Uniti non ha usato mezzi termini di rientro da un viaggio in Florida e ha messo nero su bianco, in un post sui social, l’attacco – definito senza precedenti – al Santo Padre, peraltro primo Papa americano, definito “debole sul fronte della criminalità” e “pessimo in politica estera”, Trump ha poi dichiarato di non volere un pontefice “che ritenga accettabile l’Iran con l’arma nucleare” e ha pure rivendicato il merito della sua elezione “se io non fossi alla Casa bianca, Leone non sarebbe in Vaticano”. Poche ore dopo la replica del Papa mentre era in viaggio diretto in Africa. Ai media ha risposto dicendo di “non aver paura dell’amministrazione Trump e ha ribadito l’importanza del dialogo. “Non sono un politico, parlo del Vangelo – ha precisato – Bisogna costruire la pace”.
Dalla Diocesi di Como il cardinale Cantoni – che ha partecipato al conclave che portato all’elezione di Prevost – nessun intervento diretto perché ha parlato per tutti la presidenza della CEI – la Conferenza Episcopale Italiana – l’assemblea permanente dei vescovi italiani della Chiesa cattolica esprimendo rammarico per le parole del presidente degli Stati Uniti e ricordando che “il Papa non è una controparte politica, ma il Successore di Pietro, chiamato a servire il Vangelo, la verità e la pace”.
“In un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali, la sua voce rappresenta un richiamo esigente alla dignità della persona, al dialogo e alla responsabilità – si legge nella nota diffusa dalla CEI – Le Chiese che sono in Italia rinnovano al Santo Padre vicinanza, affetto e preghiera, auspicando da parte di tutti rispetto per la sua persona e per il suo ministero”.



