Maltempo, Attilio Fontana ha chiesto lo stato di emergenza per la Lombardia

Il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha chiesto lo stato di emergenza per la regione per l’ondata di maltempo che giovedì e venerdì della scorsa settimana ha colpito gran parte del territorio. Danni in particolare nelle province di Bergamo e Brescia, ma anche nel Comasco, soprattutto in Altolago, dove si sono registrati fino a 240 millimetri di pioggia in meno di 48 ore.
Nei due giorni di maltempo, i vigili del fuoco hanno effettuato oltre 450 interventi nelle zone più colpite e tra Bergamasca e Bresciano sono state evacuate temporaneamente oltre 400 persone. In provincia di Como, i danni maggiori in Altolago, dove la Regina è stata chiusa tra Sorico e Domaso nel pomeriggio di giovedì per allagamenti. Problemi anche a Garzeno, nelle frazioni di montagna.
“Ho chiesto al ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, il riconoscimento dello stato di emergenza per i danni provocati dall’ondata di maltempo che si è abbattuta in varie parti del territorio lombardo – ha fatto sapere Attilio Fontana – Ho incaricato gli assessori Romano La Russa (Protezione civile e Sicurezza) e Gianluca Comazzi (Territorio e Sistemi verdi) di predisporre tutta la documentazione necessaria per formalizzare la richiesta”.
“Ringrazio il ministro Musumeci – ha aggiunto Fontana – che mi ha garantito che sottoporrà al Consiglio dei ministri l’istanza della Lombardia non appena possibile”.
In meno di 48 ore, le precipitazioni hanno raggiunto livelli eccezionali, con accumuli fino a 270 millimetri sulle Alpi Orobie e fino a 260 millimetri sull’Altolago di Como.
Tra le situazioni più delicate, oltre al crollo del ponte che collega la frazione di Rino a Sonico, in provincia di Brescia, l’evacuazione di circa 250 persone da un campeggio a Isola di Fondra, in provincia di Bergamo, e l’isolamento di alcuni comuni della Val Brembana. Frane, smottamenti ed esondazioni hanno interessato anche la Valtellina, la Valchiavenna e il Comasco.
“Ora è necessario completare una ricognizione puntuale delle conseguenze del maltempo e assicurare alle comunità coinvolte tutto il supporto necessario”, ha precisato Comazzi.