Monte Goi, le immagini dall’alto dopo l’incendio. Le riprese dal drone mostrano i danni del fuoco

Enormi distese marroni dove fino a dieci giorni fa c’era solo verde. Dopo otto giorni intensi, a tratti drammatici nelle prime ore, ieri è stata dichiarata la fine dell’emergenza sul Monte Goi per l’incendio scoppiato nel pomeriggio del 13 agosto scorso.
Terminati i lavori di spegnimento delle fiamme e dei focolai che per giorni hanno continuato a riaccendersi in più punti della montagna, ora è il momento di fare i primi bilanci dei danni. Le immagini riprese con il drone mostrano in tutta la sua gravità la ferita inferta dalle fiamme alla montagna.
Il bilancio tracciato nelle scorse ore, alla chiusura dell’emergenza, parla di circa 25 ettari di verde andati in fumo. E quello che un numero forse non può raccontare, lo dicono le immagini. Fotogrammi che non hanno bisogno di grandi commenti e da soli mostrano in modo eloquente le condizioni del bosco dopo il passaggio delle fiamme. Dall’alto si vede distintamente come il fuoco abbia bruciato anche alcune delle zone già devastate dal nubifragio del luglio 2023, che aveva provocato la caduta di 6mila piante, ancora non rimosse. Le operazioni, come già programmato, dovrebbero partire in autunno anche se ora sarà necessario rivedere i piani di intervento per tenere conto delle conseguenze dell’incendio. I danni maggiori sono stati per flora e fauna del colle, che fa parte del Parco Spina Verde. In otto giorni, sul Monte Goi, elicotteri e Canadair hanno scaricato oltre un milione di litri di acqua. A completare il lavoro ci ha pensato poi la pioggia caduta tra giovedì e venerdì, che ha accelerato la chiusura dell’emergenza.
Ma le riprese dall’alto del Monte Goi mostrano anche in modo chiaro e netto quanto le fiamme si siano avvicinate alle case. Nei momenti più drammatici, nella notte tra il 13 e il 14 agosto, cinquanta persone sono state costrette a lasciare le loro abitazioni, vicinissime al fronte del fuoco. Solo l’immane lavoro di decine di vigili del fuoco e operatori dell’antincendio boschivo e della protezione civile ha poi bloccato l’avanzata delle fiamme quando ormai si temeva il peggio. Il rogo è stato invece fermato poco prima che raggiungesse le zone residenziali.
Terminata la fase più critica, la Regione ha annunciato la convocazione di un tavolo per analizzare la situazione e valutare i prossimi passi e gli interventi più urgenti. Intanto, è iniziato il lavoro per fare luce sulla causa del rogo. La procura di Como ha aperto un’indagine per incendio boschivo colposo, coordinata dal procuratore capo della Repubblica Massimo Astori e al momento contro ignoti. Nelle relazioni dei vigili del fuoco e dei carabinieri si cercherà l’origine di tanta devastazione.