L’officina di famiglia centrale dello spaccio. Traffico di cocaina a Senna, arrestati tre fratelli

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L’officina di famiglia a Senna Comasco era anche la base per un fiorente traffico di cocaina. Decine di dosi nascoste nelle auto parcheggiate nel piazzale della ditta e poi consegnate quotidianamente, anche utilizzando per coprire le vendite i documenti di ignari clienti. L’attività è stata scoperta e smantellata dalla guardia di finanza, che ha arrestato tre fratelli di origine marocchina. Due sono in carcere e uno ai domiciliari.
L’attività, intestata a uno dei fratelli, è attiva da vent’anni nel campo della riparazione delle auto e del commercio di veicoli usati. Sembra che anche il traffico di droga fosse consolidato da tempo. Tutti i componenti della famiglia, secondo quanto ricostruito dai militari delle fiamme gialle partecipavano attivamente alla vendita della droga.
Il più attivo era un 43enne che si occupava prevalentemente dello stoccaggio e delle consegne della cocaina. Il titolare della concessionaria garantiva il supporto logistico e metteva a disposizione i locali dell’officina e le vetture aziendali. Personalmente intestato di una cinquantina di veicoli, per la consegna delle dosi metteva sulle auto targhe prova, per eludere il monitoraggio dei sistemi di videosorveglianza installati lungo le strade abitualmente percorse.
Durante le indagini, le fiamme gialle hanno effettato riprese video, tracciamenti GPS, monitoraggi e pedinamenti. La droga veniva custodita all’interno di nascondigli ricavati nelle auto parcheggiate nel piazzale della ditta, come il bocchettone del carburante. La droga veniva consegnata ai clienti a Como, Capiago Intimiano, Montorfano e Lipomo. A Capiago, il punto di ritrovo con i clienti era nel parcheggio vicino alla scuola elementare, un elemento di ulteriore allarme per le fiamme gialle. Per non dare nell’occhio, gli spacciatori indossavano tute da meccanico. Per evitare che le comunicazioni fossero intercettate dalle forze dell’ordine, i fratelli usavano schede telefoniche intestate a ignari clienti e attivate a loro insaputa utilizzando i documenti che consegnavano per l’acquisto delle auto e i passaggi di proprietà.
Le indagini sono state avviate nel 2025. Solo da febbraio e giugno, i finanzieri hanno documentato la vendita di 3.000 dosi di cocaina e guadagni per oltre 120mila euro. I fratelli sono accusati a vario titolo di detenzione, trasporto e cessione di sostanze stupefacenti, con l’aggravante di aver operato nei pressi di istituti scolastici. Il titolare dell’officina è accusato anche di sostituzione di persona per l’attivazione delle utenze telefoniche con i documenti dei clienti. tramite l’indebito utilizzo dei documenti d’identità della clientela. Eseguite nelle scorse ore perquisizioni anche con le unità cinofile antidroga e i cani addestrati per trovare il denaro.