Occhi puntati sul futuro della Canottieri Lario, storica società sportiva di viale Puecher, dopo che il Comune di Como ha inserito la sede affacciata sul lago nell’elenco degli edifici di Palazzo Cernezzi per i quali saranno possibili collaborazioni tra pubblico e privato. Nel caso specifico la collaborazione dovrebbe riguardare la ristrutturazione dell’immobile razionalista.
Alle perplessità dei soci si aggiungono quelle della politica.
L’attuale concessione scadrà nel 2029, il presidente dell’associazione, Claudio Salvagni, dal canto suo ha già ribadito la volontà di presentare un proprio progetto, ma il provvedimento passato in Consiglio comunale lo scorso 21 settembre prevede che qualunque privato possa farsi avanti. La zona di pregio, gli spazi interni ed esterni, la vicinanza con le altre società sportive e con lo stadio rendono questa possibilità di collaborazione allettante per qualsiasi investitore. Una possibilità che – vale la pena precisarlo – deve comunque essere in linea con l’interesse pubblico.
Non è un mistero che la zona attorno allo stadio possa rientrare anche negli interessi del Como che per il Sinigaglia ha in mente una riqualificazione che oltre alle necessità del calcio contempla una serie di servizi commerciali e turistici. Va da sé che una cooperazione tra le società che affacciano sul lago potrebbe catalizzare l’attenzione del club.
“Non mi interessano strumentalizzazioni politiche o altro – ha chiarito nelle scorse ore Salvagni – Io guardo solo all’aspetto sportivo e alla nostra società”.
Ma la politica entra a gamba tesa sulla vicenda.
Il consigliere regionale e coordinatore provinciale di Forza Italia, Sergio Gaddi, solleva una serie di quesiti. “Qual è l’interesse pubblico di questa scelta? La Canottieri ha sempre rispettato l’edificio nel modo più corretto. Oltretutto la concessione scade tra 3 anni. Perché questa fretta di far entrare i privati? – sono le domande del Forzista -. Ormai troppe decisioni di questa amministrazione autorizzano a credere che siamo di fronte a un pericoloso piano di svendita dei gioielli di famiglia di Como, che una volta passati di mano non torneranno mai più nella disponibilità pubblica dei cittadini. Ovviamente speriamo di sbagliarci, ma – chiude Gaddi – allora il Sindaco chiarisca”.
“Da ex assessore allo Sport – dice Stefano Molinari, presidente provinciale di Fratelli d’Italia – conosco bene la Canottieri Lario, una realtà viva, capace di investire sui giovani, sull’attività agonistica e sull’inclusione attraverso lo sport. Per questo considero sbagliata e preoccupante la decisione dell’Amministrazione Rapinese. Perché non togliere la Canottieri dall’elenco e lasciare alla società la libertà di progettare il proprio futuro? – domanda Molinari – E’ una realtà che il Comune dovrebbe tutelare e sostenere, non esporre alla possibilità di interventi di soggetti privati estranei alla sua storia. Non possiamo correre il rischio – conclude – che, dietro la parola ‘opportunità’, si apra la strada alla cancellazione della sua identità”.


