Dopo la guerriglia a Milano, la paura a Como. Pd: “La politica dia risposte”. La replica della Lega Giovani Cumasch

Sta diventando virale la chat che fa riferimento all’organizzazione di azioni violente nel capoluogo lariano e, tra un messaggio e l’altro, spuntano anche notizie false che alimentano il terrore. Tra questi appelli a stupri di gruppo a Como. Un allarme in realtà privo di fondamento, ma subito diventato virale sui social. E intanto occhi puntati sulla giornata di sabato 24 ottobre, con le reazioni dei giovani esponenti della politica comasca che non sono tardate ad arrivare.

Proteste e fake news a Como, i Giovani Democratici: “Dobbiamo capire il disagio, ma non basta”. La Lega replica: “Gli alibi sono finiti”

“Dobbiamo capire il disagio, ascoltarlo e interrogarci sulle sue cause. Ma sappiamo che non basta. Parlare di ascolto e comprensione è una premessa, ma poi bisogna essere politica. E il compito della politica è dare risposte”. Lo scrivono i Giovani Democratici di Como dopo la guerriglia a Milano e alla vigilia di nuove possibili minacce nel capoluogo lariano. “Prevenire il disagio significa offrire opportunità concrete – scrivono Alessandro Rossi e Anna Tagliabue – Anche a Como, dove i costi dello sport e della socialità rischiano di escludere molti, questa è una necessità urgente. La violenza non si giustifica – aggiungono – Il disagio non si ignora. La paura non si strumentalizza. La politica deve prevenire e agire”.

“A nome del Partito Democratico di Como – scrive il segretario cittadino del Pd, Daniele Valsecchi – invito i giovani a manifestare, è un loro diritto e dovere, e a farlo in maniera pacifica. Saccheggiare e distruggere è inaccettabile. Come politica – aggiunge l’esponente dem – dobbiamo sentire la responsabilità di capire cosa sta succedendo. A Como – è la domanda che pone Valsecchi – quanto investiamo nei quartieri, nei servizi educativi, nello sport, nella formazione, nella cultura e nel sostegno psicologico? Quali opportunità offriamo realmente ai nostri ragazzi?”.

“Mi lascia basito leggere il comunicato dei Giovani Democratici di Como in cui si chiede di “capire il disagio – replica Paolo Muttoni, coordinatore della Lega Giovani Cumasch – Gli alibi sono finiti – aggiunge – La nostra generazione fa sacrifici enormi ogni giorno, ma li affronta lavorando e studiando a testa alta. Chi sfascia le vetrine e aggredisce le forze dell’ordine non è un ragazzo in difficoltà da comprendere, ma semplicemente un criminale da fermare. Io a Milano non ho visto disagio. Ho visto solo orde di criminali“, commenta Muttoni.

Ed è proprio la Lega Giovani Cumasch a rispondere con una lettera alle violenze indiscriminate che nel weekend hanno messo Milano a ferro e fuoco. “C’è una generazione che sceglie di costruire, non di distruggere – si legge – Siamo giovani anche noi. Anche per noi il futuro non è semplice, c’è però una differenza sostanziale: noi amiamo il nostro territorio”, aggiungono i giovani leghisti. E lo sguardo è già rivolto alle possibili proteste di sabato 24 ottobre a Como. “Chi vuole devastare il centro di Como o le piazze italiane non sta lottando per un futuro migliore, lo sta distruggendo”.

Le altre reazioni

La minaccia di nuovi episodi di violenza, questa volta a Como, “richiedono la massima attenzione”, scrivono in una nota gli esponenti di Patto per il Nord. “Non si tratta di alimentare allarmismi né di mettere in discussione il diritto a manifestare pacificamente, ma di impedire che la violenza di pochi metta a rischio l’incolumità delle persone, danneggi le attività economiche e comprometta la sicurezza della città“, scrivono in un comunicato Mariangela Correddu, responsabile Lombardia – Donne Patto per il Nord, e Jessica Castelli, responsabile provinciale dell’associazione. “Como non può permettersi di rincorrere i danni dopo che sono stati provocati – concludono – Prevenire oggi è un dovere verso cittadini, commercianti e forze dell’ordine”.

“È inaccettabile che la libertà dei comaschi sia soggetta al risultato che anni di perbenismo da parte della sinistra hanno provocato – è la critica mossa da Emanuele Marone, coordinatore provinciale di Gioventù Nazionale Como – Per anni ha minimizzato e tollerato l’illegalità, e oggi commercianti, famiglie e forze dell’ordine ne pagano il prezzo”. “Quello che è accaduto a Milano non è un episodio isolato e Como rischia di essere il prossimo bersaglio. Per questo, tramite l’eurodeputato Mario Mantovani, Gioventù Nazionale ha portato il tema in Europa cercando di individuare la fonte organizzativa”, fa sapere Marone. In particolare, si chiede di “chiarire il ruolo di TikTok e Telegram: quali informazioni Meta e TikTok possono fornire sull’account promotore e sui contenuti che hanno amplificato i fatti, quanto tempo è stato impiegato per rimuoverli e se le misure del Digital Services Act per la tutela dei minori siano state efficaci”.