Imponente e maestoso, simbolo architettonico della città, di grande valore storico e culturale, ma il tempo non perdona: ancora macchie nere sulla facciata del Monumento ai Caduti di Como, simbolo della memoria collettiva e punto di riferimento della città.

Monumento ai Caduti, macchie e segni del tempo: serve un intervento di pulizia e restauro
Impossibile non notare le macchie nere che oscurano – e rovinano – la facciata della torre che si affaccia su viale Vittorio Veneto. La frase commemorativa scolpita nella pietra rischia di essere coperta da quel nero causato, probabilmente, dagli agenti atmosferici e dall’inquinamento. “La città esalta con le pietre del carso la gloria dei suoi figli”, recita l’iscrizione dedicata ai caduti nella Prima Guerra Mondiale: un elemento centrale del messaggio simbolico del monumento, dove le macchie però impattano – e non poco – sull’edificio e sul suo profondo valore culturale e civile.
Progettato da un genio del razionalismo come Giuseppe Terragni e ispirato ai disegni architettonici di Sant’Elia, il monumento che si affaccia direttamente sul Lago di Como è uno dei simboli più importanti ed emblematici della città, un esempio dell’architettura futurista in Italia, sciupato ora dai segni del tempo e del degrado.
Basterebbe un po’ di pulizia e un tempestivo intervento di restauro: è doveroso per la città, per chi la vive e, soprattutto, per rispetto dei caduti comaschi a cui l’opera è dedicata. Al momento, invece, non è di certo la migliore cartolina da visita per i numerosi turisti che affollano il lago, ancora meno in vista della bella stagione. Ma proprio l’arrivo della primavera potrebbe essere utile per intervenire sul monumento. Serve restituire dignità a un luogo simbolo del sacrificio e della storia cittadina.




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