Como, migranti, l’accusa di Maroni: “Non sono profughi ma clandestini. Vanno rimandati a casa”

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La pagina Fb del presidente Maroni

La questione migranti a Como anima da settimane il dibattito politico. In queste ore è intervenuto duramente il deputato lariano della Lega, Nicola Molteni: “Bisogna sgomberare il bivacco e ripristinare la legalità – ha detto deputato – Accoglienza solo per chi scappa davvero dalla guerra, per tutti gli altri espulsioni e rimpatri”.

Immediato l’appoggio del governatore lombardo, Roberto Maroni: “Ha ragione Nicola Molteni questi ‘profughi’ non sono profughi, sono clandestini: secondo le regole europee e la Legge Bossi-Fini non hanno diritto a stare da noi. E allora vanno rimandati a casa loro, altro che accoglierli. Governo sveglia”. Parole che arrivano direttamente dal profilo Facebook del presidente che ha commentato il post, condiviso, del deputato comasco.

In un lancio dell’agenzia Dire, oggetto del post, Molteni sostiene che, a Como, non si debba realizzare tendopoli ne’ utilizzare la caserma per ospitare i circa 500 “finti profughi” che sostano da giorni nello spazio attorno la stazione ferroviaria di Como San Giovanni. Soluzioni, quelle prospettate,che il deputato definisce “inaccettabili, contrarie a ogni regola e al buon senso”, che trasformerebbero Como “nel piu’ grande hub della Lombardia”.

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Il deputato comasco Nicola Molteni

Intanto al Sant’Anna di Como hanno escluso l’ipotesi scabbia emersa questa mattina durante i controlli sanitari avviati nel nuovo presidio medico allestito in stazione.