Teli neri, tubi in bella vista, vegetazione incolta e un’aiuola che meriterebbe un po’ più di colore (e di cura). Dove l’erba non cresce non resta che la terra e i lavori in alcuni tratti non sembrano ancora ultimati. Non c’è pace per il lungolago di Como che ora approda anche in consiglio comunale. A poco meno di due anni dalla consegna dell’ultimo tratto di passeggiata, ci sono già spazi che appaiono quasi dimenticati. Tra sassi ed erbacce si nota un groviglio di tubi per l’irrigazione, tubi in plastica e anche una botola rimasta aperta. E a pochi passi sorgono altri problemi: le barriere architettoniche del nuovo lungolago di Como, con gradini e rampe che limitano il passaggio di anziani, passeggini e disabili. Deviare sulla pista ciclopedonale, tuttavia, non è la soluzione più agevole né la più sicura.
Sono i temi al centro di due mozioni depositate dal consigliere comunale di Svolta Civica, Vittorio Nessi, che si concentra in particolare sulle “aiuole che delimitano il filare di tigli a fianco della careggiata stradale e che affiancano la pista ciclopedonale”. Un luogo, ricorda Nessi, in cui passeggiano “ogni giorno centinaia di turisti” e che “rappresenta il biglietto da visita della città“. Tuttavia, prosegue, “gli spazi appaiono dimenticati” e per questo nella mozione chiede – in sintesi – di intervenire per la riqualificazione, la messa in sicurezza il decoro delle aiuole del lungolago.
Spazio poi alle barriere architettoniche sul lungolago, che – per Nessi – presenta “gravi carenze di accessibilità”. “Sin dall’aprile 2023 – scrive il consigliere di Svolta Civica – il sindaco si è dichiarato al corrente del problema e ha assicurato la sua attenzione per una soluzione”. Per questo, nella seconda mozione, chiede di agire con urgenza per risolvere il problema, “adeguando gradini e rampe secondo la normativa e migliorando la sicurezza e la larghezza dei percorsi ciclopedonali”.
Ci sono voluti 18 anni prima di intravedere la fine di un cantiere che sarebbe dovuto durare mille giorni. Chiuso il capitolo paratie, resta quello dei parapetti, con un accesso botta e risposta tra Palazzo Cernezzi e Regione Lombardia. E ora gli occhi sono puntati anche sul verde del lungolago e sulle barriere architettoniche. In attesa di capire cosa ne sarà delle mozioni di Svolta Civica, l’auspicio è che – almeno sul verde – si possa intervenire quanto prima, per rendere la città una vera cartolina, agli occhi dei numerosi turisti – certo – ma anche e soprattutto di chi la vive tutti i giorni, senza trascurare poi l’importanza dell’accessibilità e della fruibilità degli spazi.



