Moschea a Cantù, Molteni: “Rispetto le sentenze ma resto contrario e preoccupato”

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“Non arretro di un passo, confermo la mia totale e assoluta contrarietà alla moschea di Cantù”. Così il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni dopo che il Consiglio di Stato ha dato nuovamente ragione agli islamici nella battaglia contro il Comune di Cantù che prosegue da oltre 12 anni.
“Stiamo lavorando con alcuni colleghi della Lega su una proposta di legge a livello nazionale per inquadrare il fenomeno dell’Islam politico rispetto ai tracciamenti finanziari, alla realizzazione dei luoghi di culto, al travisamento del volto, a un registro per imam e associazioni”, dice Molteni. “Rifarei tutto quello che ho fatto politicamente in questi 12 anni per oppormi alla realizzazione di un luogo di culto islamico a Cantù e per difendere il diritto alla sicurezza della comunità locale che ha sempre dimostrato concretamente grande preoccupazione e contrarietà – dice ancora il sottosegretario all’Interno – Rivendico le manifestazioni, le raccolte firme, i sit-in, le interrogazioni parlamentari e gli atti di sindacato ispettivo che sono serviti a dare voce al malessere dei cittadini e del territorio”.
“Rimango convinto – conclude Nicola Molteni – che senza intese formali che presuppongono il rispetto delle regole dell’ordinamento giuridico italiano e senza l’accettazione del principio di reciprocità, non esista alcun obbligo da parte dei comuni nel prevedere spazi dedicati alla preghiera. Il diritto al culto non determina automaticamente l’obbligo a un luogo di preghiera che può essere imposto all’autonomia di programmazione urbanistica di un ente locale. Rispetto le sentenze, ma rimango fortemente preoccupato sul fronte della sicurezza, delle dinamiche di prevenzione e di controllo del territorio. Per questo mi confronterò con il prefetto e il questore di Como”.