Amanda Knox, tornerò in Cassazione per combattere

'Non ero lì quando fu assassinata' scrive dopo condanna calunnia

(ANSA) – PERUGIA, 16 AGO – "Inequivocabilmente non ero presente in casa quando Meredith è stata assassinata, non sono stata coinvolta e non so più di quanto si possa dedurre dalle prove": Amanda Knox torna a ribadire la sua totale estraneità a tutte le vicende legate all’omicidio di Meredith Kercher compiuto a Perugia la sera del primo novembre del 2007. Lo ha fatto con una serie di post su X con i quali critica la sentenza della Corte d’assise d’appello di Firenze che l’ha condanna per la calunnia a Patrick Lumumba. "State tranquilli: tornerò in Cassazione per combattere questa cosa" assicura alla fine del suo intervento. "Sentire un giudice proporre argomentazioni illogiche, presentare falsità come fatti ed etichettarmi come bugiarda – afferma tra l’altro Knox -, mi spinge anche a continuare a lottare, perché la polizia dovrebbe essere ritenuta responsabile dei suoi abusi di potere". (ANSA).

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