Giallo su un testamento da 5 milioni, processo a Torino

Eredità all'uomo che 'Pinuccia' amava. Difesa: "E' autentico"

(ANSA) – TORINO, 14 APR – È approdato in tribunale, a Torino, il caso del testamento di Giuseppina Maria Rista. La donna – conosciuta familiarmente come Pinuccia – morì nell’aprile del 2021, a 71 anni, lasciando un’eredità stimata in circa 5 milioni di euro che ora è al centro di un processo per circonvenzione di incapace. L’imputato è un commerciante d’auto, Enzo P., 56 anni, al quale Pinuccia lasciò gran parte delle sue sostanze; in un’agenda, sei giorni prima di morire, la donna aveva scritto di amarlo "tanto". Dopo l’intervento di alcuni familiari di Pinuccia il testamento è stato annullato da un giudice civile. "Però – osserva il difensore di P., l’avvocato Giovanni Nigra – noi abbiamo presentato un ricorso in appello e la Corte ha già disposto due rinvii, perché la questione deve essere approfondita. Che il documento sia autentico non ci sono dubbi: la perizia grafica disposta da un magistrato in sede di vaglio dell’eredità giacente lo certifica con chiarezza. Il problema è che riporta solo il mese e l’anno in cui è stato scritto, ma non il giorno esatto. Della datazione, che è dicembre del 2020, siamo comunque certi perché la signora vi riporta anche il numero esatto dei morti per Covid di quel periodo. E non ci sono disposizioni testamentarie né precedenti né successive". Quanto all’accusa di circonvenzione di incapace, l’avvocato Nigra afferma che Pinuccia era una persona "mentalmente lucida". (ANSA).

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