Ucciso, fatto a pezzi: mamma, "avrei lasciato resti in montagna"

"In questo modo avrei anche esaudito il suo desiderio"

(ANSA) – GEMONA, 04 AGO – "Pensavo che con il tempo si sarebbe consumato. Successivamente, lo avrei portato in montagna per abbandonarlo li, dove lui diceva che voleva fossero destinate le sue spoglie". Sono le parole di Lorena Venier, l’infermiera di 61 anni, di Gemona (Udine), che ha ucciso e fatto a pezzi il figlio Alessandro, di 35 anni, in uno dei passaggi di quanto contenuto nella lunga e dettagliata confessione del delitto, che ha organizzato e poi realizzato assieme alla nuora Mailyn Castro Monsalvo di 30 anni, che sarebbe stata l’istigatrice. Le parole della Venier spiegano anche perché non è stato coinvolto nessun’altro nel disegno criminale: "Pensavamo di poter fare tutto da sole, una volta sezionato, sarebbe bastato attendere che si consumasse prima di portarlo in montagna", ha aggiunto la donna. (ANSA).

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