Una vita intera nella stessa azienda, un’azienda che ad oggi è in liquidazione. Sono 100 i posti di lavoro a rischio alla Canepa, storica impresa tessile di San Fermo della Battaglia.
Dopo le notizie arrivate sul finire della scorsa settimana in cui si annunciava la messa in liquidazione della società e la volontà di cessare l’attività entro la fine dell’anno i lavoratori – pur consapevoli della crisi e delle difficoltà – ammettono che per loro è stata una doccia gelata e restano con molti interrogativi aperti. Poca voglia di parlare fuori dai cancelli oggi, durante il presidio in forma assembleare organizzato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, ma chi lo fa racconta una storia, la sua storia. Dagli uffici, ai reparti di produzione, passando per gli addetti alle pulizie. Ognuno con il suo compito, ognuno con le sue responsabilità. C’è Patrizia in Canepa è entrata a soli 17 anni, c’è Roberta che dopo 40 anni non riesce a trattenere le lacrime pensando in primis ai suoi colleghi più giovani, quelli tra i 40 e i 50 anni, per cui sarà più difficile ricollocarsi. C’è Loredana che chiede solidarietà e impegno alle istituzioni per salvare un patrimonio di professionalità.
I sindacati chiedono chiarezza rispetto alla possibilità, annunciata nei giorni scorsi, di acquisizione da parte di una nuova società, sulla quale al momento è riserbo assoluto e che garantirebbe continuità a una cinquantina di dipendenti sugli attuali 153.
Durante l’assemblea odierna c’è stato un inaspettato momento di confronto con i vertici di Canepa che hanno riferito i prossimi step. Tra 7/10 giorni verrà nominato il liquidatore e si conoscerà la nuova società che avrebbe avanzato la proposta di acquisizione.
“Dopo 7 anni ci risiamo: davanti ai cancelli della Canepa di San Fermo della Battaglia abbiamo visto i lavoratori, rimasti dalla precedente crisi, manifestare per evitare la chiusura definitiva e una nuova ondata di licenziamenti. E ancora una volta chiamerò l’azienda, assieme alle altre parti, in consiglio regionale, a spiegare quanto accade”, lo annuncia Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, che ha depositato una richiesta di audizione urgente, in IV Commissione Attività produttive, dei sindacati, dell’associazione di categoria, del Comune di San Fermo e di un rappresentante dell’azienda. “Nel frattempo – aggiunge – esprimiamo la nostra più totale solidarietà ai lavoratori a cui già nel 2018 siamo stati vicini come Partito democratico comasco, agendo a tutti i livelli, regionale e nazionale, per contenere i danni della prima dismissione”.



