Nuovo Stadio, il sindaco al comitato: “Frustrati”. La replica: “Basta insulti, vogliamo risposte”

“Rapinese ha parzialmente ragione: ci sentiamo frustrati. E con noi i 1600 firmatari della petizione e gran parte dei cittadini presenti al nostro evento”. Inizia così la replica del Comitato Civico per la Tutela della Zona Stadio di Como inviata dal presidente Mirella Quattrone. Una replica scritta alle parole pronunciate dal sindaco Alessandro Rapinese che – dopo l’incontro pubblico organizzato sul progetto del nuovo Sinigaglia in biblioteca comunale lunedì scorso a cui non ha presenziato – invitato da ÉSport Como non ha esitato a definire gli esponenti del comitato “frustrati, pieni di pregiudizi e ipocriti”. “Gente che in alcuni casi vorrebbe governare la città” e che “non è minimamente impattante o rilevante nelle decisioni dello stadio che competono a chi è stato eletto per decidere”.

“Al primo cittadino rispondiamo che in democrazia i rappresentanti eletti assumono le decisioni che competono loro ma se ne assumono le responsabilità nei confronti degli elettori” dicono dal Comitato sottolineando che i cittadini agiscono per l’interesse pubblico e collettivo e ribadendo, su una questione così determinante per Como, i diritti di partecipazione e informazione. “Abbiamo posto domande precise e al di là dell’insulto attendiamo risposte concrete” dicono ancora gli esponenti del comitato sollecitando chiarimenti su alcuni aspetti. “Il sindaco – aggiungono – afferma che oggi un progetto ancora non c’è e omette di raccontare che la società di consulenza scelta dal Comune ha dichiarato sostanzialmente irricevibile il piano economico-finanziario presentato dall’operatore in ragione del grave squilibrio dell’operazione a favore dell’interesse privato di quest’ultimo. Abbiamo avuto la sensazione – scrivono ancora – che nessuno, nemmeno i tifosi più aggiornati, avesse avuto queste informazioni. Perché ad oggi non è stata emessa la dichiarazione di pubblico interesse del progetto?”. “Perché il sindaco non accetta un confronto diretto con i cittadini e si limita a dichiarazioni espresse senza contraddittorio?”. Confronto che, peraltro, nonostante la chiara posizione del sindaco, il Comitato non smette di chiedere in nome della trasparenza: “In tale contesto si potrebbe valutare la possibilità di ridurre le dimensioni di un progetto così sovradimensionato per contenere i disagi alla città”. “Riteniamo triste – si legge in conclusione – che un sindaco ancora una volta abbia evitato il confronto sui contenuti e abbia preferito attaccare i singoli cittadini, le sue insinuazioni sono infondate, gravi e offensive”.

Dal canto suo Rapinese continua a tirare dritto. “Appena il Como ci restituirà i documenti faremo le verifiche del caso (progettuali e sul piano economico) e poi arriveremo in consiglio comunale e approveremo il progetto. Non perderemo tempo e finalmente smetterò di vedere comitati che vanno a farneticare in giro”.