“A una prima lettura degli atti conclusivi della conferenza dei servizi non possiamo che esprimere perplessità, soprattutto sul tema del traffico e della mobilità nel loro complesso”. È questo il commento a caldo che arriva direttamente dal comitato “Tutela della zona stadio” dopo il sostanziale via libera al progetto arrivato nelle scorse ore. I cittadini, insomma, ribadiscono la necessità di difendere uno dei luoghi più identitari della città.
Nuovo stadio Sinigaglia e conferenza dei servizi, il comitato “Tutela della zona stadio” interviene dopo il via libera del Comune
“Preoccupa – proseguono ancora i residenti – il peso che sembrano assumere le attività accessorie rispetto a quelle sportive, con possibili ricadute sulla vita quotidiana” di chi vive in quella zona. Una preoccupazione questa, che – lo ricordiamo – era già emersa negli scorsi mesi ed evidenziata anche dall’Ordine degli Architetti di Como in una lettera inviata al Comune e alla società, Como 1907. Anche per i cittadini, quindi, emergerebbe uno sbilanciamento a favore della parte privata, in cui le attività sportive passerebbero in secondo piano rispetto a quelle complementari che ruoterebbero attorno al nuovo impianto di via Sinigaglia, cioè piscina, albergo, aree commerciali, bar, autosilo, soltanto per fare qualche esempio.
Un’attenzione anche da parte del comitato nato lo scorso aprile per la primaria Corridoni, a due passi dallo stadio. “Riteniamo che la scuola debba conservare la sua attuale collocazione, essendo un servizio assolutamente centrale e indispensabile per il quartiere e per l’intera città”. Contrari, quindi, alla realizzazione di un autosilo, voluto invece da Palazzo Cernezzi. È dello stesso parere Simone Molteni, presidente del consiglio di istituto Como Borgovico, che si fa portavoce delle famiglie, favorevoli al nuovo stadio lì dov’è sempre stato, purché la scuola non diventi un maxi parcheggio e il progetto possa essere finalmente visionato anche da chi quel quartiere lo frequenta tutti i giorni. Soltanto così i residenti potrebbero avanzare le loro istanze e i loro dubbi.
“Dubbi sulla trasparenza del percorso” sottolineate anche dal comitato civico, al quale – ricordano i cittadini – “è stato negato l’accesso agli atti, rendendo difficile un confronto davvero informato su un progetto così importante per il futuro della città”. Ma non è ancora detta l’ultima parola: prima sarebbe “fondamentale – sostengono dal comitato – visionare tutti gli atti per comprendere fino in fondo le scelte che sono state fatte”. Resta da capire, a questo punto, se il Comune di Como accoglierà l’appello dei cittadini.
“Riteniamo inoltre che un progetto di queste dimensioni non possa essere considerato concluso se restano aperti nodi fondamentali come traffico, mobilità e tutela dei servizi esistenti”, dichiarano infine dal comitato.
Interviene anche Svolta Civica
All’indomani della conferenza dei servizi è intervenuto anche il consigliere comunale di Svolta Civica, Vittorio Nessi. “Il sindaco, come al solito, non dà risposte adeguate e glissa sui problemi relativi al progetto del nuovo stadio“, commenta Nessi. “La conferenza dei servizi avrebbe dovuto chiudersi ai primi di agosto – aggiunge il consigliere comunale – I pareri c’erano già tutti. Invece sono passati sei mesi. Perché? C’è qualcosa che non conosciamo?“, è il dubbio che si pone Nessi, il quale – a sua volta – critica la “mancanza totale di trasparenza” che continua ad accompagnare questo progetto.
“Facciamo attenzione – conclude il consigliere di Svolta Civica – perché quelle che Rapinese chiama “scartoffie” sono le stesse che hanno portato l’Anticorruzione a censurare la procedura relativa ai campi di rugby”, riferendosi a quanto successo ormai un mese fa, quando l’Anac ha bocciato il progetto di rifacimento del campo sportivo nuova casa del Rugby Como.





