“Sono orgoglioso dei miei ragazzi. Sapevamo che quella contro il Milan era una partita difficile ma ho visto tante cose fatte bene, abbiamo lottato e meritavamo sicuramente di più”. Parole di Cesc Fabregas, allenatore del Como, al termine della gara vinta per 3-1 dal Milan. “C’è sicuramente una frustrazione da gestire – ha aggiunto l’allenatore – dovremo pensare e riflettere. Ne riparleremo a mente più lucida, quando si riaprirà il cielo e si rivedrà il sole. Anche ‘perché lunedì prossimo ci attende un nuovo grande impegno, contro la Lazio”.
“Sicuramente dovremo guardare anche ai nostri errori – ha spiegato ancora Fabregas – Per esempio a un certo punto non facevamo girare la palla e insistevamo nel cercare di entrare in area; oppure ripenso alle palle perse nel primo e secondo gol del Milan, ma non voglio gettare la croce addosso a nessuno. Tutto ciò fa parte del nostro processo di crescita. Si impara anche da questo. Certamente, sono infastidito, come è normale: se rigiochiamo dieci volte questa partita sono sicuro che andiamo a vincerla in otto occasioni. Ma questa sera ha ragione chi guarda soltanto al risultatismo”. Fabregas ha usato questo termine in tutte le interviste, non a caso: “In un match così importante volevo avere una buona immagine – ha detto ancora – Abbiamo giocato bene, ma il Milan aveva uomini come Rabiot e Maignan, che sono tra i più forti giocatori europei. Dobbiamo accettare questo finale, non era evidentemente la nostra notte”.
Fabregas a botta calda non ha parlato alla sua squadra. “Ho preferito lasciare tranquilli i ragazzi in un momento così sensibile – ha spiegato – Cosa potevo dire dopo una sfida dominata? Abbiamo fatto 700 passaggi contro 200. Incredibile, anche se le partite non si vincono solo con il possesso palla. Ma è uno schiaffo che ci servirà”.









