Intera giornata di sciopero mercoledì 11 febbraio del personale del Comune di Como e Forza Italia sostiene la decisione dei lavoratori.
L’agitazione è legata alla revoca di 179mila euro di bonus produttività da dividere tra i dipendenti dopo il mancato accordo con il sindaco Alessandro Rapinese. Il muro contro muro è partito sul finire dello scorso anno.
Per semplificare: una prima delibera metteva a disposizione 100mila euro che il primo cittadino voleva dividere a metà tra le “Elevate qualificazioni”, cioè funzionari e figure di alta responsabilità (in totale 22 posizioni) e l’altra metà tra gli altri 602 dipendenti. Va da sè che i primi avrebbero ricevuto un premio ben più consistente rispetto ai secondi. Ne è seguita una controproposta della parte sindacale e una nuova mediazione dell’amministrazione. Alla fine non si è trovato un accordo tra le parti e la delibera è stata revocata così come è stata revocata anche una seconda delibera che avrebbe previsto ulteriori risorse per 79mila euro.
Il sindaco non ha fatto passi indietro, i sindacati hanno giudicato irricevibili le proposte e alla fine è fallito anche il tentativo di conciliazione davanti al prefetto.
“La mancata volontà di contrattazione” – come spiegano i sindacati uniti – ha quindi imposto un brusco stop e ha portato i dipendenti allo sciopero.
“Neanche dopo lo stato di agitazione e l’incontro in prefettura del 10 dicembre scorso il sindaco ha voluto modificare la sua posizione che vedeva favorire solo 22 dipendenti a discapito degli altri 602. E infatti, sindaco e giunta hanno ritirato non solo la determina da cui erano scaturite posizioni contrapposte ma anche un secondo documento per un totale di 179mila euro imponendo, come se già non bastasse, un vincolo sugli scatti di carriera” scrivono in una nota Cgil, Cisl, Uil, Cobas, Rsu e Cse che aggiungono: “Il mandato e stato chiaro, la dignità non ha prezzo: non si firma l’accordo e si va dritti allo sciopero”.
E arriva a sorpresa anche il sostegno politico da un partito che tradizionalmente non è il primo a cui si pensa quando si parla di scioperi: Forza Italia. “Negli ultimi mesi – scrive il segretario cittadino Davide Gervasoni – abbiamo assistito a un grave deterioramento del clima all’interno di Palazzo Cernzzi, proposte unilaterali dell’amministrazione che penalizzano la stragrande maggioranza dei dipendenti e infine la revoca delle risorse destinate alla produttività del personale”. “I lavoratori del Comune – aggiunge Gervasoni esprimendo piena solidarietà – non meritano proposte che, di fatto, trasformano misure contrattuali in strumenti di ricatto”. Quindi la conclusione: “Continuano a essere affidati numerosi e onerosi incarichi esterni per cui si trovano risorse ma – chiude l’esponente forzista – si negano riconoscimenti economici a chi ogni giorno manda avanti la macchina comunale.”





