Dubbi sul futuro di Csu e degli impianti sportivi di Como e intanto la politica si mobilita. Dopo le preoccupazioni espresse da Forza Italia, è il turno del Partito Democratico, che parla di “incertezza” per lo sport comasco.
Futuro di Csu e sport in città, il Pd contro il Comune di Como
Il nuovo modello di gestione, lo ricordiamo, entrerà in vigore a fine giugno. La legge ora prevede l’assegnazione con appositi bandi e non a società in house. Per questo, le strutture finora in mano a Csu andranno a gara. E il termine ultimo, come ricordato dal sindaco Rapinese, resta il 30 giugno. L’incarico affidato da anni a Csu, Como Servizi Urbani, era in scadenza lo scorso 31 dicembre e l’amministrazione comunale lo ha prorogato di 6 mesi. Presto però è atteso un cambio di rotta. Fin qui nessuna novità, vale la pena precisarlo, perché il sindaco Rapinese lo aveva già spiegato e ora esplode la polemica.

“La decisione dell’amministrazione comunale di “licenziare” Csu per la gestione di piscine e PalaGhiaccio desta, ancora una volta, numerose preoccupazioni e perplessità”, commentano gli esponenti dem comaschi. “Lo sport in città si ritrova a dover attraversare l’ennesimo momento di incertezza, tra associazioni che non sanno come, quando e dove potranno continuare le proprie attività, e privati cittadini che non hanno alcuna informazione sulla validità dei propri abbonamenti”, dichiara il Pd cittadino, che critica la “mancanza di comunicazione preventiva” e la notizia “arrivata come un fulmine a ciel sereno”. “Non ci sorprendiamo neanche più”, aggiungono gli esponenti dem, che parlano “dell’ennesima manovra fredda e burocratica di un’amministrazione che bada più ai numeri che al reale funzionamento dei luoghi a servizio della cittadinanza”.
Nulla contro ai bandi di gara, precisano dal Pd, ma in questo caso – sostengono – “si tratta di una precisa scelta politica da parte di Rapinese”. Resta il dubbio sul futuro del personale che lavora nei luoghi interessati. “In caso di cambio di gestione, il Comune tuteli cittadini e lavoratori. Non è chiaro quale sarà il futuro del personale che lavora nei luoghi interessati, ma è possibile inserire nel bando una clausola sociale con obbligo di assunzione dei dipendenti dei Csu che attualmente si occupano degli impianti sportivi”, sostengono dal Pd.
Un’attenzione, infine, ai prezzi delle strutture: saranno ancora “accessibili a tutti?”, si chiedono. “Visto il trend di questa amministrazione – concludono – non vorremmo che Como diventasse un lusso anche per quanto riguarda lo sport in città”.



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