Nuovo round sui ciliegi di Como: dopo i filari di via XX Settembre, ora vincolati dalla Soprintendenza, tocca ai ciliegi dei Giardini a Lago ed è già scontro politico. Sulla questione intervengono Patrizia Lissi e Stefano Legnani, consiglieri comunali del Partito Democratico, che definiscono “grave la decisione dell’amministrazione comunale di tagliare tutti i ciliegi di Viale Marconi. Ma la cosa ancora più grave – aggiungono – è che la decisione di abbatterli lo scorso novembre sia stata assunta senza alcuna autorizzazione”.
Ciliegi dei Giardini a Lago di Como, le critiche del Pd al Comune
“Nel progetto esecutivo approvato – ricordano ancora Legnani e Lissi – è prevista la piantumazione di nuovi ciliegi in sostituzione di quelli che nel corso degli anni erano morti, ripristinando così interamente i due filari”. Tuttavia, aggiungono, “sono stati abbattuti 20 ciliegi, oltre la metà dei due filari, quando era invece previsto solo di integrare i 18 mancanti. Soltanto nella variante al progetto è previsto il taglio dei ciliegi e la loro sostituzione con i peri. Ma tale variante non è stata ancora approvata”. Resta infatti da conoscere il parere della Soprintendenza. Nei giorni scorsi, come ha fatto sapere il sindaco Alessandro Rapinese, “si è espressa la commissione paesaggistica comunale”. La parola finale, come detto, spetterà quindi alla Soprintendenza.
“È di fatto lo stesso modo di procedere che abbiamo già visto in via XX Settembre”, dove la protesta dei cittadini – sottolineano ancora i due consiglieri comunali del Pd – ha bloccato il taglio e impedito di “commettere un illecito”. “Ai Giardini a Lago – dicono ancora Lissi e Legnani – si è invece provveduto al taglio senza autorizzazione”. Quindi, si chiedono: “L’abbattimento dei ciliegi di viale Marconi, in assenza degli obbligatori pareri e dell’approvazione della variante, era legittimo oppure costituisce un illecito?”. Erano stati proprio gli esponenti comaschi del Pd a porre l’attenzione sul verde dei Giardini a Lago.
A Etg+ Sindaco, lo ricordiamo, il primo cittadino aveva però precisato che nessun documento di giunta ha imposto di piantare i peri, ma si tratta, ha sottolineato Rapinese, di “una decisione presa da un agronomo, peraltro antecedente al cambio di idea della Soprintendenza sui ciliegi di via XX Settembre“.




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