Guerra in Iran, le ricadute sul turismo lariano. Sul Lago di Como più europei e meno arabi

Più turisti europei e meno arabi: potrebbe essere questo l’effetto della guerra in Iran sul turismo lariano. Le tensioni internazionali frenano le partenze, soprattutto dall’Oriente e dall’area del Golfo. Arabi che amano sempre di più il Lago di Como, ma che ora devono fare i conti con un nuovo conflitto, che blocca i voli e frena la voglia di partire. Ma andiamo con ordine.

Guerra in Iran e viaggi sul Lago di Como, più turisti europei e meno arabi

Bollette in rialzo, carburanti alle stelle, carrello della spesa che rischia di diventare meno pieno ma più salato: ora, a peggiorare un quadro di per sé preoccupante, sono viaggi e turismo, anche sul Lario. “Sicuramente la situazione internazionale avrà ripercussioni sul turismo comasco. L’auspicio, in primis, è che la guerra finisca nel minor tempo possibile”. A dirlo è Giuseppe Rasella, vicepresidente della Camera di Commercio Como-Lecco. “Molti voli sono bloccati, non partono neppure”, ricorda Rasella, a cui si aggiungono scali praticamente inagibili. Per questo, sottolinea, “inevitabilmente si rischiano meno prenotazioni, soprattutto da parte di chi arriva dagli Emirati Arabi e dal Medio Oriente”.

E se la guerra frena le prenotazioni dei turisti arabi, ad aumentare potrebbero essere i viaggiatori in arrivo dall’Europa. “Il mercato europeo resta il nostro punto di riferimento. L’Europa al momento si conferma una meta sicura, che spinge a muoversi non lontano dal proprio Paese. Per questo – conclude il vicepresidente Rasella – molti viaggiatori provenienti da altre nazioni europee potrebbero prediligere proprio il Lago di Como”.

Prenotazioni dall’Oriente che rischiano di diminuire, dicevamo, ma non può dirsi lo stesso per chi arriva dall’Europa e anche dagli Stati Uniti. “Finora non abbiamo avuto avvisaglie negative dal mercato americano – precisa Fabio Dadati, delegato al turismo della Camera di Commercio Como-Lecco – “Resta fermo il flusso di viaggiatori proveniente da Israele e dall’area del Golfo, che vive la situazione più complessa. Ma la maggior parte dei turisti sul Lario – precisa ancora Dadati – arriva per oltre l’80% dall’Europa e dall’America”.

Le ricadute della guerra in Iran, quindi, sono inevitabili anche per il turismo lariano, almeno per quanto riguarda le prenotazioni dall’Oriente, meno però per chi arriva dai Paesi occidentali. “Finché la situazione in Medio Oriente resta tesa, americani ed europei continueranno a preferire mete in Europa. Tra queste, appunto, il Lago di Como”. A preoccupare maggiormente, conclude Dadati, “è l’impennata delle bollette, che per le strutture alberghiere potrebbero rivelarsi un duro colpo”. Si tratta però di “uno scenario in rapida evoluzione, di fronte al quale tracciare un quadro certo e definito si rivela particolarmente difficile”.

Preventivi e prenotazioni ferme per i trasporti

Insomma, nonostante i numerosi voli cancellati, la guerra in Medio Oriente non starebbe causando un contraccolpo immediato sul turismo, compreso quello sul Lario. Piuttosto cambiano le destinazioni e i viaggiatori. Più duro invece il quadro tracciato da Francesco Artusa, presidente dell’associazione Sistema Trasporti: “Americani e orientali sono praticamente fermi. Non chiedono preventivi e non prenotano”.

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