Sbarcati a Civitavecchia i 123 naufraghi soccorsi dall’imbarcazione di Emergency

In tre distinti interventi. 'Episodi di possibili intercettazioni'

(ANSA) – ROMA, 17 MAR – Alle ore 14 di oggi si è concluso nel porto di Civitavecchia lo sbarco delle 123 persone portate in salvo dalla Life Support, la nave di ricerca e soccorso di Emergency, in tre distinti interventi realizzati in meno di 48 ore, tra il 13 e il 14 marzo, nelle acque internazionali del Mediterraneo centrale. I naufraghi sono per la maggior parte uomini, ma tra loro ci sono anche 20 donne e 26 minori non accompagnati. "Le persone soccorse hanno alle spalle viaggi molto lunghi, complessi e rischiosi – commenta Annachiara Burgio, mediatrice culturale a bordo della Life Support di Emergency -. Molti ci hanno riportato di aver subito violenze, torture fisiche e psicologiche durante la permanenza in Libia". Le 123 persone soccorse erano partite dalle coste libiche e sono di diverse nazionalità, provengono in prevalenza da Nigeria, Sudan, Sud Sudan e Somalia. Emergency è stata, inoltre, testimone di episodi di possibile intercettazione. Ad esempio, ha ricevuto da Alarm Phone la segnalazione di un mezzo in pericolo verso cui si è diretta e che non è stata trovato. Probabilmente l’imbarcazione è stata individuata dalla Guardia costiera libica, come confermato dal velivolo Seabird che sorvolando la zona ha individuato un assetto libico con circa 80 persone a bordo. Le intercettazioni collettive sono atti illegali, come pure i respingimenti verso la Libia non essendo quest’ultima un Paese sicuro ma essendo un luogo dove violenze, detenzioni arbitrarie e tratta di esseri umani sono documentate dalle Nazioni Unite e da organizzazioni indipendenti. (ANSA).

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