Si accende il dibattito sul progetto del Comune che prevede la sostituzione dei prati naturali con superfici artificiali in alcuni istituti scolastici. A chiedere lo stop è Europa Verde, che solleva dubbi legati a salute, ambiente e sostenibilità economica.
L’intervento, da 183 mila euro e classificato dall’amministrazione come manutenzione straordinaria, riguarda quattro plessi: la scuola dell’infanzia Rodari di via Zezio, le primarie Venini di via Fiume e Battisti di via XX Settembre e la secondaria Leopardi di via Brambilla. La delibera è già stata pubblicata all’albo pretorio.
A criticare l’iniziativa è Elisabetta Patelli, esponente dell’esecutivo nazionale dei Verdi, che parla di una scelta «sbagliata e rischiosa». Secondo l’ambientalista, le superfici sintetiche possono raggiungere temperature tra i 60 e gli 80 gradi sotto il sole estivo, diventando difficilmente utilizzabili nei mesi più caldi. Tra le preoccupazioni anche il possibile rilascio di microplastiche nel tempo e la perdita delle funzioni ecologiche del suolo, come l’assorbimento dell’anidride carbonica e dell’acqua piovana.
Patelli richiama inoltre il tema del rapporto tra bambini e natura e sottolinea i costi nel lungo periodo: l’erba artificiale ha una durata stimata tra gli otto e i dieci anni e deve poi essere smaltita come rifiuto speciale.
Dal Comune, al momento, non sono arrivate repliche ufficiali alle critiche.


