Blevio, il sopralluogo dell’assessore Comazzi: “Finanziati oltre 22 milioni, ma non bastano”

Oltre venti interventi e dieci alluvioni in cinque anni, a cui si aggiungono più di 22 milioni di euro destinati a Blevio tra fondi regionali e finanziamenti del Pnrr, eppure talvolta i soldi non bastano. Fondamentale puntare sulla prevenzione. È il quadro disegnato giovedì sera a Blevio, in occasione dell’incontro pubblico organizzato dall’amministrazione comunale. Presente l’assessore regionale ai Territori e Sistemi Verdi, Gianluca Comazzi, già noto a Como per l’ormai famosa diatriba sui ciliegi. All’incontro hanno partecipato anche i consiglieri regionali del territorio, Marisa Cesana, Sergio Gaddi e Angelo Orsenigo. Fondamentale poi snellire le procedure, abbattere una burocrazia che troppo spesso ha messo i bastoni tra le ruote, rallentando i tempi e le pratiche.

Regione Lombardia intanto assegna al Comune di Blevio due nuovi tecnici per aiutare i privati colpiti dall’alluvione nelle pratiche che devono portare avanti. Un supporto concreto per i molti bleviani piegati dal maltempo dello scorso settembre,  alleggerendo così il carico dell’amministrazione comunale. Incombe la scadenza del 30 giugno, termine per i progetti finanziati dal Pnrr. Fondamentale ultimare gli interventi, quindi, pena la perdita dei finanziamenti. Regione Lombardia ribadisce l’impegno al fianco del piccolo Comune affacciato sulla sponda orientale del Lago di Como, simbolo – suo malgrado – della fragilità del territorio, a partire dall’alluvione del 2021 e poi nuovamente piegato dal maltempo di settembre 2025. In particolare, sono previsti interventi da oltre 12 milioni di euro finanziati dal Pnrr, mentre gli interventi della protezione civile superano i 5 milioni, a cui si aggiungono gli stanziamenti di Regione Lombardia.

Occhi puntati in particolare sulla situazione a monte, dove l’area è stata messa in sicurezza per evitare che nuove intense precipitazioni riversino a valle un ingente cumulo di detriti, come spiegato dal geologo Massimo Ceriani. A monte sono previste apposite barriere di protezione contro colate di detriti e argini in cemento per fermare massi e legname, oltre ad appositi sistemi collegati con le sirene, in modo tale che – in caso di emergenza – possa scattare l’allarme.