Opposizioni all’attacco del sindaco Alessandro Rapinese e della sua giunta dopo la notizia dell’asta andata deserta per l’acquisto del Politeama. “Il fatto di avere acquistato frettolosamente il Politeama e di non aver fatto nulla, in quasi quattro anni di mirabolanti annunci, per impedire il degrado è la prova dell’incapacità di governare di Rapinese”, dichiara il consigliere di Svolta Civica Vittoria Nessi.
“Ancora un annuncio, ancora nessun risultato. – intervengono Alessandro Nardone e Stefano Molinari, rispettivamente coordinatore cittadino e presidente provinciale di Fratelli d’Italia – Sul Politeama si consuma l’ennesimo capitolo di una narrazione fatta di promesse mirabolanti e realtà che puntualmente le smentiscono. Il sindaco continua a vestire i panni di Superman, ma nei fatti sembra aver trovato la sua criptonite: trasformare gli annunci in risultati concreti. Anziché risolvere i problemi, – concludono – Rapinese li moltiplica”.
“La notizia dell’ennesimo flop sul Politeama ci dispiace ma non ci stupisce. – commentano Stefano Legnani e Daniele Valsecchi, rispettivamente consigliere comunale e segretario cittadino del Pd – Dispiace perché nessun passo viene fatto per la risoluzione di una situazione di degrado continuo. Buttare l’immobile sul mercato senza avere risolto tutti i nodi pregressi difficilmente porterà a una soluzione. Rapinese nel suo programma elettorale prometteva anche di intervenire sul Politeama subito dopo l’acquisto, per poi farne oggetto di un progetto culturale. Poi invece si è accorto che i costi del suo recupero erano elevati e quindi ha deciso di venderlo, tornando così a fare l’immobiliarista, peraltro per il momento senza successo. Sarà un altro dei disastri lasciati da Rapinese come eredità del suo mandato”.
“Dalla “Time Square” annunciata per piazza Cacciatori delle Alpi nel programma con cui il sindaco di Como è stato eletto nel 2022 al nulla di fatto di oggi: – dichiara Davide Gervasoni, segretario cittadino di Forza Italia – La mancata vendita del Teatro Politeama certifica il fallimento di una gestione priva di visione e concretezza. Ai cittadini erano state prospettate soluzioni ambiziose, tra ristrutturazioni, rilancio economico e progetti innovativi. La realtà, invece, è sotto gli occhi di tutti: – prosegue Gervasoni – nessun progetto culturale definito, un tentativo di vendita andato a vuoto e un immobile che continua a rimanere fermo e in condizioni indecorose. Un bene simbolico della città non può essere gestito con improvvisazione e continui cambi di direzione. Como merita una strategia chiara e credibile, non promesse smentite dai fatti”.


