Una targa celebra gli Angeli di Ponte Chiasso, che salvarono centinaia di vite

Giuseppina Panzica, una giovane mamma arrivata in Lombardia dalla Sicilia e due militari della guardia di finanza, Giovanni Gavino Tolis e il maresciallo maggiore Paolo Boetti. Sono “Gli Angeli di Ponte Chiasso” e da oggi una targa commemorativa alla frontiera tra Como e il Ticino ricorda il loro altruismo. Una storia di quotidiano eroismo e coraggio che ha permesso a centinaia di ebrei di oltrepassare il confine tra Italia e Svizzera e avere salva la vita.
“Dal settembre del 1943 – come ricordato in occasione della cerimonia – “Gli Angeli di Ponte Chiasso”, mossi dai più puri valori umani e per senso di responsabilità, prestarono soccorso e assistenza in favore di ebrei perseguitati nel corso della Seconda Guerra Mondiale con sacrificio della propria vita”. “Con la commemorazione odierna si è voluta onorare la memoria di questi eroi che durante il secondo conflitto mondiale si prodigarono con coraggio per salvare centinaia di profughi e perseguitati, operando al confine italo-svizzero in nome dei valori di umanità giustizia, trasformandolo in un ponte di speranza”, le parole ricordate oggi.
Sul marmo bianco è incisa la scritta: “La città di Como e la guardia di finanza posero questa targa nell’ottantesimo anniversario della liberazione dal fascismo a imperitura memoria di Giuseppina Panzica, Giovanni Gavino Tolis e Paolo Boetti, gli Angeli di Ponte Chiasso. Con coraggio, compassione e sacrificio di se stessi si opposero al buio del tempo generato dall’odio, diventando un esempio luminoso della parte più nobile della natura umana”.
Alla cerimonia di oggi hanno partecipato autorità civili e militari. La targa è stata scoperta da Alessandra Luca, nipote di Giuseppina Panzìca. Dopo la benedizione della targa, a Palazzo Terragni è stato organizzato l’incontro “Un Ponte verso la Libertà” nel corso del quale è stato delineato il contesto storico e sociale in cui si collocano le gesta degli Angeli di Ponte Chiasso. Un momento di riflessione, al quale hanno partecipato anche numerosi studenti, che si è chiuso con l’appello a non dimenticare e a trasformare in esempio e sprone la testimonianza concreta degli Angeli di Ponte Chiasso.