Dopo l’ex orfanotrofio ora il Comune di Como ci riprova con il Politeama. Con la prima asta andata deserta arriva ora il secondo tentativo di vendita. Il prezzo si abbassa e le speranze dell’amministrazione si alzano. Anche se – a dire il vero – il sindaco Alessandro Rapinese non è mai parso particolarmente preoccupato e ha già annunciato in diverse circostanze che si procede con i bandi di gara e, qualora non portassero al risultato auspicato, si andrà a trattativa diretta.
Dunque l’ex cineteatro resta sul mercato, l’offerta minima per acquistare l’immobile all’angolo tra via Gallio e via Cale Cavallotti fronte piazza Cacciatori delle Alpi però è scesa del 15% passando dagli iniziali 3.820.000 euro a 3.247.000. Gli interessati potranno farsi avanti fino alle ore 17 del 24 giugno prossimo, le eventuali buste (le offerte potranno essere compilate in modalità cartacea o in formato digitale) saranno aperte il giorno seguente, il 25 giugno alle 10.
Nelle scorse ore, all’albo pretorio di Palazzo Cernezzi è stata pubblicata la determina del settore Patrimonio, firmata dal dirigente Giovanni Fazio, che ufficializza il secondo tentativo di vendita del Politeama con tutta la documentazione necessaria allegata che parte dalla descrizione delle condizioni dello stabile. Gli interessati hanno l’obbligo di effettuare un sopralluogo fissando un appuntamento. Al momento della presentazione dell’offerta è prevista inoltre una cauzione di 324mila 700euro, il 10% del prezzo a base d’asta.
Due mesi, dunque, per capire se si possa prospettare una nuova vita per il Politeama, edificato nel 1910 e chiuso nel 2005. La storica struttura nel 2023 è stata acquistata da Palazzo Cernezzi. E se l’idea iniziale era il rilancio, presto ha preso corpo la strada della vendita, il primo tentativo di asta pubblica è fallito, si apre il secondo.
Per l’ex orfanotrofio tra via Grossi e via Dante di tentativi ne sono serviti quattro, l’edificio è stato aggiudicato per poco più di 7 milioni e mezzo, la cifra iniziale al primo bando sfiorava i 10 milioni, ma ancora non è stato chiarito chi ha deciso di investire e soprattutto cosa vorrà realizzare.
Rapinese ora ci riprova con il Politeama che nelle carte comunali viene descritto come “in disuso da decenni” e “inagibile” ma “immediatamente all’esterno del centro storico pedonalizzato in posizione centrale e ben servita”.



