Ucciso e fatto a pezzi, sequestrato cuscino per soffocarlo

Come descritto dalla madre della vittima

(ANSA) – TRIESTE, 15 MAG – Nuovo sopralluogo del Nucleo investigativo dei carabinieri di Udine nella villetta di Gemona, dove il 25 luglio scorso fu ucciso Alessandro Venier, di 35 anni. Gli investigatori hanno sequestrato un cuscino che, secondo quanto riferito dalla mamma della vittima, Lorena Venier, durante l’ultimo interrogatorio davanti al pm, sarebbe stato utilizzato per soffocare suo figlio, azione criminosa compiuta insieme con la compagna di lui Mailyn Castro Monsalvo. Le due donne sono indagate per omicidio volontario pluriaggravato, vilipendio e occultamento di cadavere. Il cuscino era nel bagagliaio della Fiat Panda di famiglia e sarà probabilmente sottoposto ad analisi genetiche. Stando alla ricostruzione fornita dalla madre, Alessandro sarebbe stato prima narcotizzato con un medicinale sciolto in una limonata e poi sottoposto a due iniezioni di insulina. Dopo il soffocamento – fatale, secondo l’autopsia – al collo della vittima sarebbero stati stretti due lacci da scarpa. Il corpo venne successivamente fatto a pezzi dalla sola mamma e nascosto in un bidone coperto di calce. (ANSA).

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