Omicidio capotreno, l’imputato grida in aula ‘mafia, mafia’

Marin Jelenic ha revocato l'incarico al suo difensore di fiducia

(ANSA) – BOLOGNA, 20 MAG – "Mafia, mafia". Marin Jelenic, imputato a Bologna per l’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, pronuncia questo parole in aula mentre cammina nervosamente nella gabbia di vetro. "Stia zitto, altrimenti la faccio allontanare", la reazione immediata del presidente della Corte d’Assise, Pasquale Liccardo. Ieri pomeriggio Jelenic ha revocato il mandato al suo avvocato di fiducia, Christian Di Nardo, e ora è difeso da un legale d’ufficio. "Dopo la prima udienza mi hanno portato al carcere di Modena, la polizia mi ha aggredito e portato via tutta la mia roba, questo è grave", dice ancora Jelenic rivolgendosi a Liccardo. Poi, parlando con l’interprete, una volta che si è seduto in prima fila accanto al nuovo legale, ha chiesto perché il suo vecchio difensore fosse ancora in aula. Il giudice ha spiegato che si tratta di una questione procedurale, e per questa udienza il legale può ancora presenziare. (ANSA).

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