Riaperta ma solo parzialmente via dei Patrioti con senso unico in direzione Civiglio. E intanto, a causa del maltempo che ha rallentato i lavori, si accumulano ancora ritardi. Da cronoprogramma, i lavori sarebbero dovuti terminare il prossimo 2 giugno e invece sarà disposta un’ulteriore proroga di almeno un mese e mezzo.
Difficile, quindi, vedere la strada completamente riaperta prima della fine di luglio. E così, a oltre due anni dalla frana, nel quartiere di Como la rabbia dei residenti è tangibile. La strada resta al centro di un cantiere che è partito con ritardo e ora fatica a vedere la fine.
Strada riaperta a metà, la rabbia dei residenti
“È una vergogna. Si poteva fare molto di più e per più di un anno non è stato fatto niente”, dicono altri residenti che preferiscono non essere ripresi. “L’imprevisto, come il maltempo, può capitare, ma non è il modo di comportarsi con i cittadini”, aggiungono. E ancora: “Il traffico la mattina è delirante. Impiego 50 minuti per percorrere soltanto 6 km. Salire a Brunate è un disastro e passare per Camnago un incubo. Non è vita, siamo molto stanchi di questa situazione”.
Senso unico a Civiglio, sindaco e assessore fanno il punto
Da Palazzo Cernezzi intanto arrivano chiarimenti. “È un momento importante. Da questo momento Civiglio è un po’ meno isolata e si potrà raggiungere da Como normalmente, com’è sempre stato. Ci sono ancora due prescrizioni in itinere – precisa il sindaco di Como, Alessandro Rapinese – cioè l’allerta meteo arancione e rossa, che ci auguriamo di avere il meno possibile, e il trasporto pubblico locale che si fermerà all’incrocio con via Per Brunate”.
“È una fase che ci porterà alla conclusione dei lavori. Ad oggi sono previsti 42 giorni per ultimarli del tutto. È una mega opera dal punto di vista ingegneristico“, fa sapere Rapinese. E ancora: “Nessuno avrebbe voluto trovarsi in queste condizioni, ma la cosa bella è che non si è fatto male nessuno. È stato un grandissimo sacrificio per gli abitanti di Civiglio – sottolinea il primo cittadino comasco – ma con l’opera che abbiamo realizzato questo tratto sarà sicuro per molti, molti decenni”.
“Capisco ci sia della frustrazione – ribadisce il sindaco – ma i civigliesi non sono gli ultimi degli ultimi. Il fatto che il suolo non fosse del Comune di Como è stata la complicazione più grande, e la più grande perdita di tempo. Non abbiamo dimenticato nessuno, oggi si pensa che sia tutto istantaneo, ma non è così. Ci hanno lavorato decine di persone: qui dentro ci sono un sacco di soldi pubblici che in parte ci dovranno tornare dal privato. Capisco che gli abitanti di Civiglio siano arrabbiati, ma almeno oggi una parte del problema è stato risolta. Invito i civigliesi – conclude Rapinese – a spiegare all’amministrazione cosa avremmo potuto fare di diverso nel rispetto delle leggi.
A fare il punto anche l’assessore comunale ad Ambiente e Protezione civile, Michele Cappelletti, che spiega perché il tragitto del trasporto pubblico per il momento non subirà modifiche.
Intanto i lavori procedono. Montante le reti ai piedi della frana, il cantiere ora si sposta all’interno del terreno e in quota. L’auspicio – di un intero quartiere e non solo – è che non subentrino ulteriori problemi e che le nuove tempistiche siano almeno rispettate, se non anticipate.


