(ANSA) – TARANTO, 21 MAG – Una sedia vuota per ricordare Bakari Sako, il 35enne bracciante maliano ucciso all’alba del 9 maggio scorso nella città vecchia di Taranto. L’iniziativa è stata al centro dell’evento ‘Abitare la Pace: dalla crisi alla comunità’, promosso dalla rete dei firmatari della Carta della Pace e dal Comune di Taranto nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile di ASviS, svoltosi ieri nel Parco della Musica-Baraccamenti Cattolica. Alla presenza di rappresentanti della comunità migrante, di connazionali della vittima e dello zio di Sako, un portavoce della comunità ha detto che "Bakari è l’unico che sta in pace adesso. Fa male la violenza su di lui, ma anche quella vista sui social. Restiamo umani: ci guidi il rispetto reciproco". Al termine della cerimonia sono state consegnate due targhe: una alla comunità musulmana di Taranto "per l’amicizia e il senso di responsabilità verso la città", l’altra allo zio della vittima nel ricordo di "Bakari Sako, fratello in umanità". Il presidente del Consiglio comunale, Gianni Liviano, ha letto una lettera incentrata sui valori civili. "La libertà non è togliere la vita a qualcuno, la libertà vera è poter vivere, attraversare il mondo senza paura. Ricordare Bakari significa scegliere da che parte stare: se della vita o della morte, se dalla parte dell’Io o dalla parte del Noi. Anche la Politica deve vestire l’abito della responsabilità e non smarrire la prospettiva educativa". (ANSA).
Omicidio a Taranto, il ricordo nel nome della pace ‘fratello in umanità’




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