Oltre mille servizi comunali portati online, e quasi tutti già pronti. È la fotografia della provincia di Como presentata oggi a Milano, in un incontro tra il Dipartimento per la trasformazione digitale e l’Anci, l’associazione che riunisce i Comuni italiani. Secondo i dati diffusi dal Dipartimento, nel Comasco gli interventi di digitalizzazione finanziati sono 1.100, per 34,6 milioni di euro, e il 95% è già stato portato a termine. Certificati, pagamenti e domande che ora i cittadini possono sbrigare da casa, senza più la coda agli sportelli.
Si tratta di progetti finanziati con il Pnrr, il piano europeo per la ripresa dopo la pandemia. E il Comasco si muove in linea con il resto della Lombardia, la regione che in Italia ha fatto più strada in questo campo. Qui i progetti finanziati sfiorano i diecimila, per 374 milioni di euro, e il 91% è già concluso. Il 97% dei municipi ha spostato i propri dati su sistemi a distanza, l’81% ha rinnovato il sito e l’82% ha attivato gli avvisi via internet, che recapitano multe e documenti senza più la raccomandata cartacea.
A spiegare cosa c’è dietro questi numeri il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessio Butti, che guida il Dipartimento per la trasformazione digitale. Le tante parole tecniche del settore, ha ricordato, riguardano la vita di ogni giorno. “In molti casi abbiamo registrato tassi di adesione altissimi: Cloud, PagoPa, Pdnd, app Io, Send, Identità digitale. Tutte queste infrastrutture nazionali sono state portate dentro i processi locali. Sono sigle che noi conosciamo bene, ma che per i cittadini vogliono dire scuola, anagrafe, welfare, notifiche, tributi, mobilità, accesso agli atti”, ha detto.
I fondi europei però stanno per esaurirsi, e per Butti comincia ora la parte più difficile. “Oggi dobbiamo guardare alla stagione successiva, quella del consolidamento, dell’utilizzo effettivo e dell’innovazione continua”, ha spiegato. Non basta cioè aver acceso i nuovi servizi, vanno usati davvero. Il rischio è ritrovarsi con “piattaforme attivate ma poco usate, siti conformi ma non aggiornati”.
Un timore che riguarda soprattutto i paesi più piccoli, numerosi nel Comasco, spesso senza il personale per tenere in piedi i servizi nel tempo. Per loro la proposta del sottosegretario è unire le forze tra Comuni vicini, dividendo spese e lavoro che da soli non potrebbero affrontare.


