Al Tempio Voltiano di Como i bagni si fermano soltanto quando sono presenti o arrivano le forze dell’ordine, ma appena i controlli si spostano la gente torna di nuovo in acqua e oggi si può parlare di tragedia sfiorata. Ambulanza, automedica, polizia di stato e polizia locale, guardia costiera e vigili del fuoco, sono intervenuti poco dopo le 13 per un bambino di 9 anni che, da quanto è stato possibile ricostruire, sarebbe rimasto per qualche secondo sott’acqua. Fortunatamente è stato visto e recuperato da un passante che non ha esitato a raggiungerlo in tutta fretta. Allertati i soccorsi per precauzione, al loro arrivo il bimbo era già fuori dall’acqua, spaventato ma senza particolari conseguenze. Sono stati poi svolti gli accertamenti necessari, senza però ricorrere all’ospedale. In ospedale, al Sant’Anna, è andato invece il 45enne di origini marocchine che lo ha visto e lo ha salvato e che si è fatto male ad una caviglia.
La prontezza dell’uomo ha dunque scongiurato il peggio e ha permesso che il piccolo riabbracciasse la sua mamma. Da quanto ricostruito il bimbo risiede nel comasco con la famiglia. Non si tratterebbe di turisti.
Soltanto due settimane fa, nello stesso specchio d’acqua, il tuffo nel lago si era rivelato fatale per una bambina della stessa età. La piccola Arwa Rfali, era arrivata a Como con i genitori dal Marocco per una vacanza, si stava divertendo a poca distanza dalla riva, quando è scomparsa sott’acqua davanti agli occhi dei parenti e di altri testimoni che hanno provato invano a salvarla. Il suo corpo era stato trovato dopo otto ore di ricerche ininterrotte.
Nonostante ciò il primo bacino continua a essere “gettonato”. Anche oggi l’area tra il Tempio Voltiano e il Monumento ai Caduti era piena di bagnanti così come davanti a Villa Olmo. Il caldo torrido certo non aiuta, questo significa che i cartelli (col divieto di balneazione scritto in lingue diverse) o non vengono visti o vengono ignorati. La presenza delle forze dell’ordine per i controlli non manca ma appena le imbarcazioni o le pattuglie a piedi si spostano si torna al punto di partenza. Eppure, vale la pena ribadirlo, il Lario in quel punto è pericoloso e inquinato.
E comunque le insidie del lago non devono essere sottovalutate anche in altre zone, basti ricordare le altre due tragedie di queste ultime settimane: un turista olandese, Mattheus Gosseling, è morto dopo essersi tuffato a Menaggio per aiutare il figlio in difficoltà in acqua, mentre il 4 agosto a San Siro, frazione Acquaseria, è annegato Youssef Errfig 22 anni di origini marocchine, dopo un tuffo notturno dal pontile.
PREVENZIONE E SICUREZZA IN ACQUA E SULLE BARCHE
Proprio in queste ore nell’ambito delle attività di prevenzione e tutela della sicurezza pubblica promosse dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Guardia Costiera e Navigazione Laghi hanno diffuso una nota in cui spiegano che è stata intensificata la campagna di sensibilizzazione rivolta a turisti, bagnanti e diportisti che frequentano le località del lago.
L’iniziativa ha l’obiettivo di rinforzare i messaggi di prudenza, richiamando l’attenzione sull’importanza di adottare condotte responsabili durante le attività di svago in acqua e a bordo delle imbarcazioni, così da prevenire situazioni di pericolo legate alla sottovalutazione dei rischi.
Per raggiungere in modo diretto e capillare il pubblico, sarà diffuso a bordo delle motonavi della Navigazione Laghi il vademecum ufficiale dedicato a bagnanti e diportisti.
Guardia Costiera e Navigazione Laghi ricordano che la sicurezza è un impegno condiviso e che piccoli gesti di responsabilità possono salvare la vita.


