Inchiesta sul rogo di Crans-Montana, la procura svizzera ha respinto la richiesta italiana di costituirsi parte civile nel processo per la strage di Capodanno. Ma la Farnesina ha già presentato ricorso.
Né la cittadinanza italiana di 6 vittime né i costi sostenuti dal Governo sono sufficienti affinché l’Italia possa considerarsi parte lesa. A dirlo è il tribunale di Sion, che ha rigettato la richiesta del Governo italiano di costituirsi parte civile nel processo sul rogo a Le Constellation. Stando a quanto messo nero su bianco dalla procura del Canton Vallese, “affinché la qualità di danneggiato sia riconosciuta allo Stato, non basta che quest’ultimo sia colpito dal reato negli interessi pubblici che ha il compito di difendere o promuovere; esso deve essere colpito direttamente nei suoi diritti personali, al pari di un privato”.
Secondo l’esecutivo, invece, l’Italia ha subito un danno diretto per aver attivato la protezione civile per il rimpatrio dei feriti e per garantire loro assistenza medica e psicologica. Per questo, l’avvocatura dello Stato ha deciso di presentare ricorso contro la decisione della procura svizzera. Tramite l’avvocato svizzero che tutela gli interessi italiani, si legge in una nota della Farnesina, è stato presentato un ricorso dettagliato che confuterebbe le posizioni del giudice svizzero, le quali – riportano fonti della Farnesina – non sono condivise e sono superate anche alla luce della giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo.
Inevitabile, e dura, la reazione dei familiari di chi in quella maledetta notte di Capodanno è morto o è rimasto ferito. Tra chi era presente quella sera a Crans-Montana ci sono anche alcuni italiani che hanno deciso di tornare sul luogo della strage. E intanto da Crans-Montana arrivano nuove immagini di quei terribili momenti. Le fiamme avvolgono il locale, c’è chi riesce a scappare e chi invece prova a sfondare le vetrate che però non si rompono, impedendogli di salvarsi. Nella strage in Svizzera erano morti 41 ragazzi, tra cui sei italiani. Tra loro Sofia Prosperi, 15enne residente in Ticino e studentessa dell’International School di Fino Mornasco. 14 invece gli italiani rimasti feriti. E così, dopo le polemiche per le dichiarazioni del sindaco secondo cui ci potrebbero volere quindici anni per risarcire le famiglie delle vittime, dalla Svizzera arriva un altro oltraggio dopo la strage di Capodanno.


