Terrorismo, 16enne arrestato. Ministri e parlamentari: “Vigilanza costante, controlli e prevenzione”

La notizia dell’arresto del giovane comasco ha, inevitabilmente, fatto il giro d’Italia.

Dal ministero dell’Interno interviene Matteo Piantedosi: “Un intervento che testimonia l’impegno costante delle nostre Forze dell’ordine nel prevenire e contrastare ogni forma di radicalizzazione ed estremismo, con particolare attenzione ai giovani, per intercettare tempestivamente i segnali di pericolo e prevenire il rischio che percorsi di odio e violenza possano trasformarsi in una minaccia concreta”.

Matteo Salvini, Infrastrutture e Trasporti e leader della Lega, sui social scrive: “Un altro ragazzo italiano di origine straniera ben educato e perfettamente integrato. Pronto a costruire bombe nel nome del terrorismo islamico”.

Dall’esecutivo la comasca Alessandra Locatelli, ministro per le Disabilità, parla di: “Un fatto gravissimo che riguarda da vicino il territorio comasco” e nel ringraziare la polizia sottolinea: “Serve fermezza e determinazione per scovare e stroncare pericolosi seguaci dell’Isis, giovani esaltati e pericolosi che potrebbero realizzare attentati nel nostro Paese”.

Il sottosegretario all’Interno, il comasco Nicola Molteni, che sulla vicenda è in contatto costante con il prefetto e il questore di Como, aggiunge: “Un’altra eccellente operazione di prevenzione e di sicurezza della Polizia di Stato contro i fenomeni del radicalismo, del fondamentalismo di matrice islamista e dell’estremismo violento di matrice suprematista”.

Tra i parlamentari lariani, Eugenio Zoffili (Lega) e Paolo Emilio Russo (Forza Italia) sono concordi nel sottolineare che “è necessario mantenere alta l’attenzione e rafforzare la vigilanza, soprattutto su internet. “Software di offuscamento e strumenti per eludere i controlli – sottolinea Russo – sono ormai accessibili a bassissimo costo anche da parte dei minorenni, trasformando la rete in un terreno fertile per la propaganda e l’addestramento eversivo”.

Tra le fila dell’opposizione la comasca Chiara Braga (Pd) ringrazia le forze dell’ordine e chiarisce: “Il fatto che un ragazzo così giovane possa aver intrapreso un percorso di radicalizzazione fino a un livello ritenuto così avanzato dalle autorità competenti impone una riflessione seria e profonda”. “Sarà naturalmente la magistratura a fare piena luce sulla vicenda. Ma questo episodio ci ricorda quanto sia importante investire non solo negli strumenti di prevenzione e contrasto, ma anche nell’educazione, nell’inclusione sociale e nella capacità di intercettare tempestivamente i processi di radicalizzazione che possono coinvolgere anche i più giovani”.

Secondo l’Associazione nazionale funzionari di polizia (Anfp), che  esprime “vivo apprezzamento” per l’operazione  e per l’attività di intelligence e prevenzione, l’episodio conferma come la minaccia terroristica sia in continua evoluzione e assuma forme “sempre più complesse e preoccupanti” soprattutto per il progressivo abbassamento dell’età.