Strage di Crans-Montana, il sindaco: “Per i risarcimenti ci vorranno 15 anni”

Ci potrebbero volere quindici anni per risarcire le famiglie delle vittime di Crans-Montana. L’ultimo oltraggio nella tragedia di Capodanno arriva dalle parole del sindaco Nicolas Feraud, che mette le mani avanti prospettando un lungo processo.  

Il sindaco di Crans-Montana mette le mani avanti. E si palesa l’ipotesi di lungaggini processuali

Nella strage in Svizzera erano morti 41 ragazzi, tra cui sei italiani. Tra loro Sofia Prosperi, 15enne residente in Ticino e studentessa dell’International School di Fino Mornasco. Oltre al danno, a quel dolore incolmabile che accompagnerà per sempre le famiglie di chi è rimasto coinvolto in quel rogo devastante, ora arriva anche la beffa. Per avere giustizia e ottenere i risarcimenti, serviranno quindici anni. Quindici anni di interminabile attesa per le famiglie delle vittime. Mentre l’inchiesta fa il suo corso, e vede nel registro degli indagati quattordici persone (tra cui i coniugi Moretti e diversi funzionari comunali), si cominciano ad accumulare ritardi. Lo ha spiegato il sindaco della famosa cittadina svizzera alla stampa d’oltreconfine. E così, sette mesi dopo la strage di Capodanno, le autorità svizzere scelgono la strada del rinvio e si palesa già l’ombra di lungaggini burocratiche e processuali.

Il sindaco di Crans-Montana non esclude di dover versare ingenti risarcimenti alle famiglie di chi è morto quella notte all’interno de Le Constellation. Ma per risarcirle, spiega il sindaco alla stampa svizzera, è necessario accumulare ogni anno riserve finanziarie in modo da non compromettere le finanze locali e salvaguardare, quindi, le casse comunali. E mentre le famiglie sono costrette ad aspettare, chi senza più un figlio o un fratello e chi accompagna i sopravvissuti nel lungo processo di guarigione fisica e psicologica, il sindaco – come il resto dell’amministrazione – è di nuovo nel mirino delle critiche per aver anteposto alla giustizia il bilancio comunale. I pagamenti, quindi, saranno dilazionati.

Intanto è stato programmato un primo pacchetto di aiuti: il Cantone Vallese verserà 50mila franchi per ogni vittima, pari a 54mila euro, prima di essere rimborsato dalle autorità federali.