Tra rifiuti, degrado e gente che si muove indisturbata all’interno l’area ex Ticosa torna sotto ai riflettori. Soltanto ieri abbiamo dato conto del continuo viavai di gente tra la Santarella e gli spazi attorno in mezzo alla vegetazione che cresce incontrollata (ne parlavamo qui).
Tra i primi a intervenire ci sono i vertici di Fratelli d’Italia che proprio ieri sono tornati sul tema sicurezza, alla luce di quanto accaduto nei giorni scorsi ai danni della cartolibreria di via Briantea (leggi qui).
Nella nota firmata da Stefano Molinari, presidente provinciale del partito di Giorgia Meloni, l’analisi parte dal passato e arriva al presente con le immagini mostrate ieri da Etv.
“La Ticosa è un problema che viene da lontano e sarebbe sbagliato non riconoscere che anche le amministrazioni precedenti hanno avuto responsabilità e che, forse con maggiore coraggio, oggi la situazione sarebbe già stata risolta”. E’ la premessa di Molinari che però poi si rivolge all’attuale amministrazione. “Alessandro Rapinese è sindaco di Como dal 29 giugno 2022. Sono passati più di quattro anni. E dopo oltre quattro anni non può più continuare a raccontare quello che non hanno fatto gli altri. Adesso deve rispondere di quello che non è stato fatto durante il suo mandato”.
E qui il ragionamento include il progetto di riqualificazione frutto del partenariato pubblico-privato fra amministrazione comunale e la multiutility Acinque che – sulla carta – dovrebbe portare un maxi posteggio con impianto fotovoltaico e nuova viabilità (qui il dettaglio all’epoca della presentazione in Comune).
“Nel gennaio 2024 il Comune e Acinque presentarono un progetto da 27 milioni di euro, con l’obiettivo dichiarato di arrivare al completamento all’inizio del 2027 – sottolinea l’esponente di Fratelli d’Italia – oggi, però, a meno di un anno dalla fine del mandato, sappiamo dallo stesso sindaco che il cantiere non partirà prima della fine de suo quinquennio. Sono passati oltre quattro anni e sulla Ticosa siamo ancora qui: annunci, progetti, scadenze rinviate quindi basta con la giustificazione del ‘problema ereditato’. Dopo quattro anni, il problema è diventato suo.
E se la Santarella – aggiunge – continua a essere accessibile, degradata e abbandonata nel cuore di Como, mentre la riqualificazione resta ancora sulla carta, la responsabilità politica oggi è di chi governa la città. Rapinese voleva risolvere tutto. Sulla Ticosa, dopo oltre quattro anni, non ha ancora risolto nulla”.
Infine Molinari torna sul tema della sicurezza affrontato ieri.
“Il Governo nazionale sta lavorando sul contrasto all’immigrazione irregolare, con una riduzione degli sbarchi e una maggiore attenzione ai rimpatri – sottolinea – ma non può controllare ogni area abbandonata di ogni città italiana. A Como deve fare la sua parte anche il Comune. Servono più vigilanza, più controllo del territorio e maggiore determinazione nell’affrontare le situazioni di degrado prima che diventino normalità. Non basta chiudere un cancello se poi si entra da un altro varco. Non basta intervenire quando le immagini finiscono sui giornali. Dopo oltre quattro anni, Rapinese non può più guardare nello specchietto retrovisore. E – conclude – sulla Ticosa, purtroppo, i fatti raccontati oggi dalle immagini della Santarella, dicono esattamente il contrario”.



